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29 Luglio 2022
8:09

Terracina, così Procaccini e Tintari hanno provato a fermare le indagini: “O si allinea o se ne va”

L’eurodeputato vicinissimo a Giorgia Meloni Nicola Procaccini e la sindaca di Terracina Roberta Tintari hanno provato in tutti i modi a fare pressione per fermare e depistare le indagini, tanto che per gli inquirenti c’era un concreto pericolo “d’inquinamento probatorio”. L’azione dell’allora comandante della Guardia Costiera di Terracina, Emilia Denaro, era diventata una vera ossessione.
A cura di Emilio Orlando
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"Robbe’ o si allinea o se no noi come consiglio comunale ci dobbiamo prendere una decisione perché se essa ci mette in croce a noi e tutta la marineria è meglio che se ne va". A parlare così in un'intercettazione con la sindaca di Terracina è uno degli indagati dell'inchiesta Free Beach, che spiega che il comandante della capitaneria di porto Emilia Denaro doveva essere "cacciata", perché con i controlli stava facendo venire alla luce le irregolarità nell'assegnazione delle concessioni per gli stabilimenti balneari a Terracina.

La comandante Denaro era diventata un’ossessione per tutti gli indagati, che sentivano il fiato sul collo della procura di Latina. Ma il tenente di vascello Emilia Denaro aveva contro il funzionario comunale Corrado Costantino, la sindaca Roberta Tintari e anche Nicola Procaccini, europarlamentare già sindaco del comune pontino. Gli indagati si allarmano, quando l'ufficiale si presenta in comune per acquisire documenti sugli affidamenti. Un affronto che induce Tintari e Procaccini, come si legge in un'intercettazione ad andare a parlare "con chi è sopra de lei".

Non solo coinvolto, quindi, nell'inchiesta sul "sistema Terracina", ma protagonista di primo piano per depistare le indagini ed evitare i controlli. Sono queste le ulteriori accuse nei confronti dell'eurodeputato di Fratelli d'Italiavicinissimo a Giorgia Meloni Nicola Procaccini. A tal riguardo, gli inquirenti, nelle 690 pagine dell'ordinanza, riportano un episodio alquanto emblematico, nel quale l'ex portavoce della leader della destra italiana è protagonista.

È il 21 gennaio 2020 quando Procaccini si presenta a un incontro con il Pm Carlo Lasperanza e il maggiore dei carabinieri Giuseppe Bottone. Procaccini non lo sa, ma in quel momento il magistrato lo sta registrando, mentre si lamenta del fatto che, secondo lui, in quel momento la Capitaneria di Porto stava svolgendo un'attività di controllo sulle attività balneari troppo incisiva, al solo scopo di screditare l'Amministrazione comunale.

A un tratto Procaccini tira fuori dalla borsa anche dei documenti, che mostra a Lasperanza. Si tratta di alcuni ordini di esibizione, emessi dalla Procura di Latina, che il politico non avrebbe dovuto possedere. Una circostanza che, nell'ordinanza, viene definita come "attuale pericolo di inquinamento probatorio". Scrivono i magistrati: "Nel tentare di ostacolare l'attività di indagine, gli indagati si sono finanche serviti dell'intervento dell'europarlamentare Procaccini Nicola, il quale, come visto, ha provveduto a contattare in prima persona soggetti ed altre istituzioni, quali il precedente comandante della Capitaneria di Porto Andrea Velardi e il procuratore della Repubblica di Latina dott. Lasperanza, nella vana speranza di delegittimare e paralizzare le operazioni investigative".

Amministratori e imprenditori oggi indagati erano insofferenti nei confronti degli investigatori, arrivando ripetutamente a chiedere la rimozione dell’allora comandante della Guardia Costiera di Terracina, Emilia Denaro, le cui indagini portano all'arresto dell'imprenditore Emiliano Suffer, con l'accusa di tentata estorsione e istigazione a delinquere, e del vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi per tentata truffa aggravata e turbativa d’asta.

Quando si tiene l'incontro viene video-registrato all'insaputa di Tintari, Procaccini e del funzionario Corrado Costantino. Durante il summit, Procaccini evidenzia come l'operato della Capitaneria di Porto fosse troppo zelante. Sempre durante l'incontro, tuti i partecipanti, fecero notare come alcune indagini erano "inopportune", come quelle sulla scuola Fiorini e sul ponte ciclopedonale realizzato con i fondi europei.

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