Strangolò la madre malata, pena ridotta a 11 anni di carcere: riconosciuto il vizio parziale di mente

Undici anni e quattro mesi di carcere è la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Roma nei confronti di Cristina Scarpetti. La donna ha strangolato e ucciso sua madre Paola Scatena, nei suoi confronti i giudici in secondo grado hanno ridotto la pena e le hanno riconosciuto il vizio parziale di mente. I drammatici fatti sono avvenuti in zona Passoscuro nel Comune di Fiumicino il 9 maggio del 2024. Per i giudici Scarpetti, assistita dall'avvocato Alessandro Marcucci, non voleva uccidere sua madre, ma ha agito trovandosi abbandonata ad affrontare una situazione familiare drammatica e che non riusciva più a sostenere.
Cristina Scarpetti condannata in primo grado a 14 anni
In primo grado Cristina Scarpetti è stata condannata a quattordici anni, la pena più bassa che i giudici potevano disporre, considerando l'omicidio. In sede processuale Scarpetti ha raccontato di come la sua vita sia completamente cambiata con la malattia di sua madre, a cominciare da gennaio del 2024, ed era costretta a trascorrere con lei anche 16-18 ore al giorno.
Demenza frontotemporale, che ha reso la gestione della quotidianità veramente complicata: non aveva aiuti, doveva badare a sua madre e alla bambina, gestire la casa, andare al lavoro, fare tutto da sola e spesso con poche ore di sonno. Una situazione famigliare particolarmente pesante, che l'ha portata a vivere dei mesi di forte stress. Le condizioni dell'anziana sono peggiorate progressivamente nell'arco di pochi mesi, tanto da rendere la donna irroconoscibile e a volte aggressiva, come raccontato in aula da sua figlia.
Scarpetti ha spiegato di non aver trovato alcun aiuto intorno a lei: al pronto soccorso le dicevano che "non poteva parcheggiarla lì" e non ha ricevuto alcun sostegno da parte delle istituzioni, pur trovandosi in una situazione di grave difficoltà. Scarpetti ha anche confessato di aver tentato il suicidio, poi ha strangolato sua madre e ha chiamato le forze dell'ordine.