Spari a due militanti Anpi il 25 aprile, Eitan Bondì condannato a 4 mesi: “Furono percosse, non lesioni”
È stato condannato a quattro mesi con pena sospesa Eitan Bondì, il ragazzo di 22 anni che lo scorso 25 aprile ha sparato colpi di pistola ad aria compressa contro un uomo e una donna attivisti dell'Anpi. Al termine del processo svolto con rito abbreviato, il giudice per l'udienza preliminare a riqualificato l'accusa da tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione a semplici percosse, mentre lo ha assolto dal reato di porto abusivo di armi. Il giovane, membro della comunità ebraica romana, era stato inizialmente arrestato per duplice tentato omicidio, un'accusa subito derubricata dalla giudice per le indagini preliminari Paola Della Monica.
L'avvocato della difesa a Fanpage.it: "L'arma considerata ‘oggetto ludico'"
"È un risultato che da un punto di vista difensivo non può che essere considerato ottimo", commenta a Fanpage.it, il legale della difesa Cesare Gai. Per Bondì, presente in aula, la procura aveva richiesto una condanna a due anni di reclusione. "Sono state fatte cadere le lesioni perché non c'era una malattia diagnostica derivante dalla condotta dell'imputato, mentre è stato assolto dal porto abusivo in quanto l'arma, comunque non trovata durante le indagini, è stata considerata oggetto ludico", aggiunge. Nel processo si sono costituite parte civile l'Anpi regionale e provinciale e anche le due vittime. "Faremo richiesta per un'alleggerimento delle modalità della pena, visto che è un reato per cui è prevista anche la multa. Proveremo anche a chiedere la remissione della querela, come fatto già da una delle persone ferite", conclude l'avvocato del ragazzo che si trova agli arresti domiciliari.
L'aggressione del 25 aprile
Lo scorso 25 aprile a Parco Schuster era appena terminato il corteo per la Festa della Liberazione. Tra via delle Sette Chiese e via Ostiense, Bondì si è avvicinato alla coppia di militanti dell’Anpi a bordo di un motorino, si è fermato poco distante e ha sparato vari colpi con una pistola da softair senza tappo rosso. L’uomo è stato colpito al volto e alle mani, mentre la donna alla spalla destra. Intorno all'area della manifestazione si è diffuso il panico, mentre il giovane si è allontanato sul mezzo che è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza.
Identificato pochi giorni dopo, Bondì aveva inizialmente dichiarato di far parte della ‘Brigata Ebraica', affermazione poismentita in sede di interrogatorio. Era, però, noto alla digos per alcuni striscioni appesi e poi rivendicati sui social da un gruppo di ‘sionismo militante' chiamato Brigata Vitali. Sempre durante l'interrogatorio aveva chiesto scusa per il suo gesto, ma la gip aveva ritenuto che quelle scuse fossero dettate da mero opportunismo e che, dopo il fatto, il ragazzo aveva mostrato "assoluta indifferenza".