Sequestrato il Garden a Capannelle, nottata interrotta nella discoteca abusiva: mandate a casa 1200 persone

Avevano allestito una discoteca abusiva, dove la polizia locale di Roma Capitale ha sorpreso a ballare 1200 persone. Gli agenti, nella notte di sabato scorso 13 giugno, hanno sequestrato Il "Garden", noto locale estivo in zona Capannelle, con varie piste e piscina all'aperto, molto gettonato tra gli amanti della musica latina e tra i locali protagonisti della movida estiva di Roma Sud.
Un uomo di ventisei anni, gestore dell'attività illecita e organizzatore dell'evento, è stato denunciato e multato per somministrazione abusiva di alimenti e bevande. Il sequestro preventivo è scattato al termine dei controlli coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e gli agenti hanno messo i sigilli alla struttura. L'Autorità giudiziaria ha poi convalidato il provvedimento.
Piscina senza barriere di protezione e segnaletica di sicurezza

Gli agenti, impegnati nei servizi-movida, lo scorso fine settimana fatto il sequestro preventivo della discoteca abusiva, che era allestita all’interno di un circolo sportivo. Quando sono entrati nel locale, hanno trovato 1200 persone a ballare, concentrate prevalentemente nell’area circostante una grande piscina. La piscina non aveva le barriere di protezione necessarie, né la segnaletica di sicurezza. Queste mancanze rappresentavano un rischio per i clienti, che sarebbero potuti cadere innavvertitamente nella vasca. Per questioni di sicurezza gli agenti hanno interrotto la nottata danzante e hanno fatto uscire tutte persone presenti, per scongiurare che accadessero incidenti.
Locale senza licenze, né autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande
Dagli accertamenti fatti è emerso che il locale non aveva le autorizzazioni necessarie, secondo la normativa vigente in materia di pubblico spettacolo. Non aveva la licenza per lo svolgimento dell’attività, il certificato di agibilità e la documentazione relativa all’impatto acustico. Il locale inoltre, non poteva vendere alimenti o bevande, come di fatto accadeva, per questo il gestore ha ricevuto una multa di cinquemila euro.