Scalata alla Lazio, assolti gli ultras degli Irriducibili: “Nessuna estorsione a Lotito”

La Corte d'Appello di Roma ha assolto i sei ex ultras degli Irriducibili della Lazio accusati di aver minacciato di morte a partire dal 2025 il presidente Claudio Lotito per costringerlo a vendere la squadra. Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio sono stati assolti dai giudici perché "il fatto non sussiste". "Siamo molto contenti, è stato confermato che non c'era nulla contro la Lazio e contro il presidente Claudio Lotito", hanno dichiarato i legali di Toffolo, Fabrizio Gallo e Francesco Gianzi. "Se fossero state lette le intercettazioni di Claudio Lotito, il processo contro gli irriducibili non si sarebbe neanche dovuto iniziare – ha aggiunto Gallo -. La giustizia esiste e si è scoperta la verità".
Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio erano stati in carcere per oltre due anni con l'accusa di aver tentato la cosiddetta ‘scalata alla Lazio', provando a costringere Lotito a vendere la squadra. L'obiettivo, secondo quanto ipotizzato dalla procura, era quello di favorire una cordata guidata dall'ex calciatore Giorgio Chinaglia, che sarebbe stata interessata all'acquisto del club. Il motivo di queste pressioni, secondo quanto emerso dalla ricostruzione dell'accusa, era quella di ottenere ruoli dirigenziali nella società. Dopo una condanna in primo grado, i giudici della Corte d'Appello hanno deciso di assolvere tutti gli imputati perché ‘il fatto non sussiste'.
Nel processo era imputato anche Fabrizio Piscitelli, ucciso a Roma nel 2019. I fatti contestati dalla procura, risalgono al 2005, quando gli Irriducibili dominavano la curva nord della Lazio, gestivano una radio e avevano anche diversi negozi in cui vendevano capi d'abbigliamenti e oggetti con il marchio ultras. Dopo la condanna in primo grado, l'assoluzione.