Assolto in appello Raul Calderon, accusato dell’omicidio di Fabrizio ‘Diabolik’ Piscitelli

Raul Esteban Calderan, come è anche conosciuto Gustavo Alejandro Musumeci, è stato assolto in appello nel processo per l'omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik', capo ultras della Curva Nord laziale e narcotrafficante ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti di Roma. La sentenza dei giudici della Corte d'Assise d'Appello ha ribaltato la condanna all'ergastolo emessa in primo grado.
Respinta, quindi, la tesi della procura, che a febbraio aveva anche sollecitato il riconoscimento dell'aggravante del metodo mafioso. "Ce lo aspettavamo, eravamo certi della fondatezza delle nostre regioni. È un processo in cui non c'era nessuna prova che coinvolgesse Calderon. Quindi questa è la conclusione giusta, l'unica possibile alla luce delle prove in atti", ha dichiarato l'avvocato Gian Domenico Caiazza, difensore, insieme alla collega Eleonora Nicla Moiraghi, di Raul Esteban Calderon. "Noi abbiamo commentato la sentenza di primo grado come ‘clamorosa' – sottolinea l'avvocato Moiraghi – proprio perché sulla base degli elementi raccolti era per noi già impossibile un verdetto di condanna. Con questa sentenza si è ristabilita quella che doveva essere la conclusione logica e naturale di questo processo".
Resta tutta da scrivere anche la verità processuale sui mandanti dell'omicidio. In corso di dibattimento il procuratore antimafia Francesco Cascini aveva indicato i boss Giuseppe Molisso, Leandro Bennato e Alessandro Capriotti come i "mandanti che pagano un esecutore, Calderon", evidenziando che dopo l’agguato si sarebbe aperta "una evidente frattura fra il gruppo di Bennato e Molisso e il gruppo degli albanesi". Ma adesso si riapre anche la discussione su chi, vestito da runner, abbia premuto il grilletto della pistola che ha ucciso Piscitelli in quel pomeriggio d'agosto.