Ruspe sul “palazzo della droga” di Tor Sapienza: sette mesi per demolirlo, poi nascerà un data center

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Le ruspe al lavoro in via Tallone (da Tor Sapienza sicura)
È iniziata la bonifica dell’edificio di via Tallone, sgomberato il 29 settembre. Il presidente di municipio Mauro Caliste a Fanpage.it: “Bene, ma nella zona ci sono altri palazzi abbandonati”.

Sono iniziate oggi, giovedì 8 ottobre, le operazioni di demolizione di quello scheletro di cemento armato, senza pareti e circondato da sterpaglie, in via Cesare Tallone, quartiere Tor Sapienza a Roma, noto come il ‘palazzo della droga' per essere diventato luogo di spaccio e di rifugio per persone tossicodipendenti e senza fissa dimora e che lo scorso 29 settembre è stato sgomberato in un blitz della polizia. Le prime ruspe saranno impegnate in una fase di pulizia e bonifica, in particolare per un grosso cumulo di rifiuti, che dovrebbe durare circa un mese e mezzo, come spiegato dal Campidoglio. "Un altro passo per restituire sicurezza e legalità al quartiere. Grazie a tutte le donne e gli uomini impegnati nell'operazione", ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Bene l'inizio della bonifica in via Tallone – ha commentato a Fanpage.it il presidente del V Municipio, Mauro Caliste – ma in quell'area ci sono diversi edifici abbandonati, tutti di proprietà privata, che vivono le stesse problematiche".

Prima la bonifica, poi la demolizione, poi un data center

Terminata la fase di bonifica, i mezzi da demolizione procederanno a tirare giù la struttura: quattro piani più due interrati per un totale di 21.261 metri quadri di costruito. Ci vorranno circa sette mesi prima che lo scheletro scompaia dal panorama di Tor Sapienza e che l'intera area, di proprietà privata, possa tornare usufruibile. L'inizio del cantiere, secondo l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, è "la migliore risposta, quella dei fatti, a chi nelle scorse settimane ha sostenuto che l'iter amministrativo era bloccato e che Roma Capitale non avesse fatto la propria parte. Niente di meno vero – aggiunge l'assessore -: l'iter di competenza dell'Amministrazione capitolina era concluso da mesi con il permesso di costruire rilasciato dal Dipartimento Urbanistica il 21 luglio 2026″, spiega Veloccia.

La demolizione inizia anche dopo una trattativa del prefetto Lamberto Giannini con la proprietà e le insistenze del presidente del V Municipio Mauro Caliste che già dal 2025 aveva chiesto lo sgombero e l'abbattimento dell'edificio. "È ad aprile di quest'anno con una riunione del comitato provinciale per la sicurezza che c'è stata una svolta", commenta Caliste. "In quell'occasione ho richiesto che la questione fosse inserita nell'ordine del giorno richiesto richiesto da me e ho spinto affinché il prefetto imponesse alla proprietà di fare uno sgombero perché altrimenti non ne saremmo usciti". Da quel momento le cose hanno accelerato e la proprietà, la Roma Immobiliare Logistic srl, ha presentato al dipartimento Urbanistica del Comune di Roma il progetto per la demolizione e la realizzazione di un data center.

Caliste: "Dopo gli sgomberi bisogna iniziare subito i lavori"

"La mia soddisfazione", continua Caliste, "è perché è stato raggiunto un secondo obiettivo. C'era un caso simile in via Raffaele Costi, tra Tor Sapienza e la Rustica, un altro palazzo dove c'era prostituzione e spaccio di droga. Per tanti anni veniva sgomberato e rioccupato sistematicamente. Grazie al lavoro fatto di concerto con la prefettura e la questura, all'inizio di quest'anno, si è provveduto a fare lo sgombero e contemporaneamente la proprietà ha iniziato a fare i lavori di realizzazione degli appartamenti". Una prassi che Caliste spera di consolidare in un modello contro l'abbandono in cui prolifera il cosiddetto degrado: "La mia linea è che quando vengono fatti gli sgomberi è opportuno che le proprietà inizino subito i loro progetti compatibilmente con la concessione".

"Lo sgombero poteva essere gestito meglio"

Nel corso dello sgombero del 29 settembre erano state arrestate tre persone per reati di spaccio ed erano stati sequestrati circa 2 chili di stupefacente fra marijuana, crack e cocaina, oltre a circa 4mila euro in contanti. Non, quindi, il famigerato Fentanyl per cui tanti avevano gridato l'allarme. La polizia aveva trovato anche una pistola di piccolo calibro con tanto di colpi e vari coltelli. "Onestamente ho qualcosa da ridire su come è stato portato avanti quello sgombero", punge Caliste. Nei giorni successivi si verificati vari episodi di violenza e anche omicidi in alcune vie e parchi nei pressi di via Tallone, anche se ufficialmente ancora non considerati collegabili allo sgombero. "Sarebbe stato opportuno anche l'intervento della sala operativa sociale del Comune di Roma perché è vero che non c'erano minori o fragili, però visto il gran numero di persone sotto effetto di stupefacenti, forse era opportuno che degli esperti coadiuvassero il lavoro della Polizia di Stato e dei Carabinieri".

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