Una petizione per salvare "l'ultimo prato di Prati". Così alcuni cittadini dell'omonimo quartiere della Capitale si sono uniti per bloccare l'ampliamento, nella Riserva naturale di Monte Mario, della città giudiziaria di piazzale Clodio. La mobilitazione ha raccolto il sostegno di diverse fondazioni e associazioni nazionali, come il Fondo ambiente italiano (FAI), Italia Nostra Roma e il WWF. "L'area su cui calerebbe il cemento – si legge nel testo della petizione – benché assai trascurata dalle istituzioni competenti, costituisce un essenziale polmone di verde, comunque molto apprezzato dai residenti. Con l’eliminazione del poco verde facilmente fruibile, questa porzione di città vedrebbe peggiorare le sue già precarie condizioni".

Una protesta che va avanti dal 2019

La mobilitazione del Coordinamento civico ‘Insieme 17' nasce da un protocollo sottoscritto nel maggio 2019 dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio e dal Ministero della Giustizia, per realizzare la costruzione di un nuovo edificio del Tribunale nell'area di Piazzale Clodio. La struttura verrebbe edificata proprio all'interno della Riserva Naturale di Monte Mario, situata tra il piazzale e via Teulada, via Fravelli e Via Falcone e Borsellino. I cittadini del quartiere Prati hanno già una proposta alternativa per salvare l'area verde e prevede l'attuazione del principio "consumo di suolo zero", ovvero che "sia destinato a struttura giudiziaria uno degli edifici pubblici dismessi o sottoutilizzati già presenti in zona, piuttosto che consumare suolo in un'area protetta". Da qui la "richiesta di piantare un grande e rigenerante Bosco Pubblico" , di cui sono già state raccolte delle proposte di intitolazione, come "Degli Eroi Civili”, oppure “Giardini Francigeni”. "Chiediamo che la nostra petizione sia accolta, affinché il progetto di espansione del Tribunale non distrugga l'ultimo di quei prati che si estendevano a perdita d’occhio da Castel Sant’Angelo e che hanno dato il nome al quartiere".