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2 Luglio 2021
13:30

Ribelli ex M5s sulla sfiducia alla sindaca: “Non siamo Salvini, non faremo cadere Raggi ad agosto”

La consigliera Donatella Iorio, che ieri ha annunciato il suo addio al Movimento 5 Stelle insieme ai colleghi Sturni, Terranova e Stefàno, ai microfoni di Fanpage.it: “La nostra mossa non è stata fatta per fini elettorali. Non siamo come Salvini, che ad agosto ha buttato all’aria un governo. Siamo alla fine della consiliatura e quindi riteniamo che sia la sindaca a dover prendere atto di qualcosa”.
A cura di Enrico Tata
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I consiglieri capitolini Donatella Iorio, Enrico Stefàno, Marco Terranova e Angelo Sturni hanno lasciato ufficialmente il Movimento 5 Stelle. E ora Virginia Raggi non ha più la maggioranza in assemblea capitolina. Da tempo dissidenti rispetto alla linea della sindaca, un anno fa hanno fondato il gruppo ‘il Piano di Roma', rivendicando la loro opposizione soprattutto in merito alle modalità con cui la sindaca si è ricandidata. "Le nostre motivazioni sono evidenti e le abbiamo esternate già un anno fa. Ci siamo differenziati perché c'erano tante cose della sindaca non ci appartenevano. La scelta della sindaca è stata tutta focalizzata sulla propaganda, sulla narrazione del ‘è colpa di quelli di prima', ‘gli altri ci hanno fatto trovare questa situazione allucinante'. Vero, ma dopo cinque anni di governo della città ci vuole anche un minimo di autocritica, devo capire dove ho sbagliato dove non sono riuscita ad aggiustare il tiro", ha dichiarato a Fanpage.it la consigliera Iorio.

"Noi esclusi da tutto, con Raggi nessun dialogo"

"In questi mesi ci siamo sentiti esclusi, siamo stati degli spettatori. Abbiamo tentato in questi mesi di dialogare, di ricucire, perché non volevamo arrivare a uno strappo definitivo. Con il capogruppo Pacetti c'è sempre stato un buon dialogo e confronto. Ma con la sindaca non abbiamo avuto alcun confronto, perché lei è stata perennemente assorbita alla campagna elettorale e si è dedicata troppo poco alla tenuta politica della sua maggioranza Questi sono i risultati, ha aggiunto Iorio. "Perché l'abbiamo fatto ieri? Perché siamo a consiliatura scaduta e noi non l'abbiamo fatto per finalità elettorali. Ci sembrava giusto chiudere un cerchio e affermare una nostra identità", le motivazioni sulla tempistica del loro annuncio di addio, proprio nel momento in cui il Movimento 5 Stelle sta affrontando uno dei periodi più difficili della sua storia. "La nostra non è una decisione presa a causa del conflitto Grillo-Conte, ma dire che non abbia inciso non sarebbe completamente onesto. Forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Alla situazione romana si è andata ad accavallare una situazione nazionale molto caotica. Erano stati fatti gli Stati Generali e ci aspettavamo che le decisioni prese diventassero realtà. Invece abbiamo continuato con queste diatribe tra Grillo e Casaleggio, Rousseau e non Rousseau, poi l'incarico di Grillo a Conte, poi invece Conte non va più bene. Sembra di essere una pedina in una grande caos. Eravamo disorientati e non sapevamo in cosa riconoscerci", ha spiegato la consigliera ex grillina. "Anche l'atteggiamento della sindaca su questo è stato in qualche modo ambivalente. Prima l'appoggio di Grillo, poi le foto con Di Battista e Di Maio. Comunque sapevamo che lei si stava preparando ad avere delle liste civiche in caso il Movimento non l'avesse appoggiata ed era comunque pronta a candidarsi da sola. Mosse, queste, a cui assistevamo senza però esserne parte attiva, senza capire la direzione in cui si stava andando".

"Centrosinistra schieramento politico a cui ci rivolgiamo"

Adesso i quattro consiglieri dovranno decidere da che parte stare, anche se i contatti con il centrosinistra sono già avviati: "In questi mesi abbiamo continuato a confrontarci con le altre forze politiche, in particolare con la sinistra, con Fassina, con i consiglieri del Pd. Pensiamo di aver amministrato una città per cinque anni, di aver fatto un lavoro e non vogliamo che questo lavoro vada perso e si azzeri tutto. Una città ha bisogno di continuità, determinati percorsi non si fanno in una sola consiliatura. Bisognerebbe allargare il confronto con altre forze politiche e trovare dei punti di contatto. Sicuramente il centrosinistra è lo schieramento politico a cui ci rivolgiamo. E' evidente che Gualtieri è stato ministro di un governo Conte, in cui c'era il Movimento 5 Stelle. C'è stata un buona collaborazione tra Gualtieri, Conte e anche gli altri ministri. E noi pensavamo che questa modalità si potesse tranquillamente replicare anche a Roma. In altri contesti questo è avvenuto e anche in Regione, dove due consigliere sono entrate nella giunta Zingaretti. Ma a Roma noi venivamo visti come ‘ribelli' e altrove invece era la normalità. Abbiamo vissuto anche questa contraddizione".

Sulla sfiducia: "Consiliatura è finita, nostra mossa non è elettorale"

Fratelli d'Italia e la Lega hanno già annunciato che presenteranno una mozione di sfiducia per la sindaca Raggi. Iorio ribadisce che "la nostra mossa non è stata fatta per fini elettorali. Non siamo come Salvini, che ad agosto ha buttato all'aria un governo. Siamo alla fine della consiliatura e quindi riteniamo che sia la sindaca a dover prendere atto di qualcosa. Dovrebbe venire a confrontarsi con l'aula e a trovare con noi o un modo per andare avanti oppure prendere atto che in aula non ha più i numeri. Sarebbe un atteggiamento costruttivo da parte sua. Si andrà comunque a votare ad ottobre. I lavori dell'aula termineranno a breve e ci potremo riunire solo per atti urgenti. L'attività ormai è conclusa. Noi voteremo gli atti considerandoli nel merito e se ci saranno atti utili ai cittadini li voteremo. Se invece ci saranno degli atti da campagna elettorali, faremo le nostre valutazioni e potremmo anche non votarli".

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