Elezioni regionali Lazio 2023
9 Novembre 2022
7:00

Regionali, Conte mette in crisi il Pd nel Lazio: “Se non vuole termovalorizzatore, andiamo senza M5S”

“Se Conte non vuole il termovalorizzatore a Roma, allora faremo le primarie senza Movimento 5 Stelle”, spiegano alcuni dirigenti del Pd a margine della presentazione del primo rapporto sulla città del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
A cura di Enrico Tata
Giuseppe Conte alla Festa de L’Unità a Modena nel 2020
Giuseppe Conte alla Festa de L’Unità a Modena nel 2020
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Elezioni regionali Lazio 2023

"Bisogna capire che vuole fare Conte. Se non vuole il termovalorizzatore a Roma, per le Regionali del Lazio faremo le primarie senza il Movimento 5 Stelle". Sono preoccupati e nervosi i dirigenti del Pd del Lazio mentre ascoltano il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che elenca i risultati del suo primo anno di amministrazione all'auditorium Parco della Musica. A sinistra del palco sono seduti i consiglieri comunali, a destra gli assessori e al centro i parlamentari romani del Pd:da Marianna Madia a Claudio Mancini, dalla neodeputata Michela Di Biase a Matteo Orfini, da Cecilia D'Elia al segretario del Pd della Capitale Andrea Casu, seduto accanto al segretario regionale Bruno Astorre. In platea non c'è nessuno degli ultimi sindaci della Capitale e neanche Nicola Zingaretti, impegnato in Regione.

Gualtieri risponde a Conte: "A Roma serve il termovalorizzatore"

Non è un caso che il passaggio più applaudito del primo cittadino, quasi un'ovazione, sia quello sul termovalorizzatore: "Il nostro piano prevede due impianti di selezione delle frazioni secche, due biodigestori anaerobici e un termovalorizzatore da 600.000 tonnellate per la frazione indifferenziata basato sulla migliore tecnologia per il recupero energetico, il riciclo delle ceneri, il controllo delle emissioni", ha detto Gualtieri. "Supereremo così i più ambiziosi obiettivi europei, e porremo fine alla vergognosa processione di tir, treni e navi che ogni giorno porta i rifiuti di Roma in tutta Italia e in tutta Europa", ha aggiunto il sindaco annunciando poi che i cantieri del nuovo impianto cominceranno a fine 2023.

Una risposta indiretta a quello che aveva dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, qualche ora prima: "Ci sono dei punti qualificanti nel nostro programma in vista delle regionali del Lazio, a partire dalla materia ambiente e gestione dello smaltimento dei rifiuti. È chiaro il nostro progetto non potrà mai basarsi sulla costruzione di nuovi inceneritori, così come è stato progettato per Roma".

I dirigenti Pd nervosi: "Che ha detto Conte? Che vuole?"

"Bisogna capire che vuole fare. Cosa ha detto Conte? Io non l'ho capito", si interroga più di un esponente del Pd del Lazio durante la presentazione del sindaco Gualtieri. La strada da seguire, spiegano a Fanpage.it fonti del Pd, è chiara: nelle prossime ore verranno messi in campo i ‘pontieri', con il segretario regionale Astorre che parlerà con la coordinatrice del Movimento 5 Stelle del Lazio e assessora regionale al Turismo, Valentina Corrado, e Francesco Boccia che parlerà con Giuseppe Conte per capire le sue intenzioni.

Per il Partito Democratico i punti che l'ex presidente del Consiglio ha declamato nella sua conferenza stampa sono chiari e condivisibili, tranne uno. Nel piano regionale sui rifiuti della Regione Lazio, ricordano esponenti dem, è messa nero su bianco l'intenzione di non costruire ulteriori termovalorizzatori. Ma il governo Draghi ha conferito al sindaco di Roma i poteri straordinari per occuparsi della gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio della Capitale, che quindi è un tema che non è sul tavolo per un eventuale accordo politico in vista delle Regionali.

Primarie se M5s dice no a termovalorizzatore a Roma

"Se Conte dice no a nuovi inceneritori nel Lazio siamo d'accordo. Se il suo è un no al termovalorizzatore di Roma, allora non può andarci bene. Se Conte diventasse presidente della Regione Lazio, non potrebbe fare nulla sui rifiuti della Capitale, potrebbe soltanto dare una pacca sulle spalla al sindaco. Gli altri punti programmatici sono totalmente condivisibili, al mille per mille, e tra l'altro sono punti che sta portando avanti la maggioranza in Regione, di cui fanno parte Pd, M5s e terzo polo", spiegano dirigenti del Pd a Fanpage.it.

Se Conte scenderà a patti e aprirà al confronto, nei prossimi giorni si aprirà ufficialmente il tavolo della trattativa per individuare un candidato comune per le Regionali del Lazio. Ma se invece l'ex presidente del Consiglio metterà come condizione imprescindibile il no al termovalorizzatore di Roma, allora il Partito Democratico organizzerà le primarie senza il Movimento 5 Stelle.

Scontro nel Pd: "Aprire riflessione seria su proposte di Conte"

Se quella menzionata in precedenza è la posizione ufficiale dei vertici del Pd, il partito non è certo granitico al suo interno. Nel pomeriggio, infatti, è stata diffusa una nota firmata "fonti del Nazareno": "Conte ha ormai un'ossessione per il Pd. Sembra proprio che non riesca a realizzare che l'avversario è la destra. La destra che governa il Paese e che rischia, a causa delle sue scelte, di governare anche il Lazio. Oggi da lui sono arrivati toni e argomenti intrisi di durezza e carichi di rancore e astio. L'impressione è che semplicemente non voglia cercare convergenze e si appresti a una corsa solitaria".

La risposta arriva dall'interno del Pd, a firma Marco Miccoli, vicino a Zingaretti ed ex responsabile della comunicazione quando il presidente del Lazio era segretario nazionale dei dem: "Anziché far parlare presunte `fonti del Nazareno', sarebbe necessario aprire una riflessione seria sulla proposte di Conte per il Lazio. Spero che si possa discutere negli organismi dirigenti a cominciare da quelli del Lazio, che avevano chiesto di gestire in autonomia il percorso, prospettando la conferma dell'alleanza larga che oggi governa la Regione. La sola che può sconfiggere la destra".

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