Ragazza trans colpita con una gomitata mentre passeggia al Pigneto: “Aiutateci a trovare l’aggressore”

Una ragazza trans è stata colpita con una gomitata e fatta cadere a terra mentre si trovava con alcune amiche nell’isola pedonale del Pigneto, a Roma. L’aggressione sarebbe avvenuta la sera del 14 luglio. A denunciarla è l’associazione Libellula, Casa della Comunità Trans attiva dal 1997, che sta cercando testimoni e informazioni utili per risalire all’uomo. L’appello è stato rilanciato anche dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.
La ricostruzione: "Una gomitata sul petto, poi lo sguardo minaccioso"
Associazione Libellula ha ricostruito così quanto sarebbe accaduto: "Secondo quanto ci è stato riferito, si trovava insieme alle sue amiche quando un giovane uomo le è passato accanto e le ha sferrato una gomitata, facendola cadere a terra. Le amiche sono intervenute immediatamente per soccorrerla. L’uomo, dopo essersi allontanato di qualche metro, si è voltato verso di lei con uno sguardo minaccioso. Intorno – si legge ancora sulla pagina Instagram dell'associazione Libellula -, però, passanti e persone sedute ai tavoli dei locali sono rimaste indifferenti".
L'identikit dell'aggressore
Libellula ha diffuso anche una descrizione dell’uomo, che si presenterebbe come "alto e muscoloso. Bianco, senza capelli". L'aggressore indossava una maglia da rugby a righe bianche e verdi, con il numero 5 sulla schiena. "Se eri al Pigneto la sera del 14 luglio e hai assistito alla scena, o possiedi informazioni utili, scrivici in DM. Anche un dettaglio apparentemente marginale può essere importante. Ti chiediamo di non pubblicare nomi, fotografie o accuse online: raccogliamo le testimonianze in privato per trasmetterle alle autorità competenti. La solidarietà non si dichiara. Si pratica".
Le altre aggressioni al Pigneto
Come riportano le associazioni Lgbtqia+, non è il primo episodio avvenuto di recente nella zona. "Poche settimane fa, proprio sulla pedonale del Pigneto, era stata aggredita anche una donna cis. Non è normale. Non è sicurezza. Non è neutralità". Ad Aprile scorso, nello stesso quartiere in più di un'occasione un gruppo di circa dieci persone incappucciate ha assalito la sede dell'associazione Gender X in via Augusto Dulceri.
"Non è un episodio isolato. È il risultato di un clima in cui la violenza contro le persone trans viene troppo spesso minimizzata, normalizzata o ignorata", ha dichiarato Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli'."Ogni aggressione contro una persona trans è una sconfitta per tutte e tutti. Non bastano più parole di circostanza, servono responsabilità politiche, tutele efficaci e un impegno concreto contro la violenza e l'odio".
Secondo il circolo, ogni anno fra gli organizzatori del Roma Pride, le violenze sarebbero favorite anche dall’assenza di una tutela specifica nella normativa italiana, in quanto "l'identità di genere non è espressamente inclusa nella normativa italiana sui reati d'odio – continua Colamarino -. Questo significa che chi viene aggredito perché è una persona trans non gode di una protezione specifica fondata sull'identità di genere. Anche questo contribuisce a lasciare la nostra comunità più esposta alla violenza. Le nostre vite non sono un terreno di scontro politico – concludono dal circolo ‘Mario Mieli' -. I nostri diritti non sono negoziabili".
Azione: "Gesto vile, sia fatta luce sull'accaduto"
Esprimono "piena solidarietà e vicinanza alla giovane attivista trans aggredita al Pigneto", Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, consiglieri capitolini di Azione. "Un gesto vile e inaccettabile che colpisce non solo una persona, ma i principi fondamentali di rispetto, convivenza e dignità umana. Nel condannare con fermezza l’aggressione, chiediamo che sia fatta piena luce sui fatti. Nessuna forma di violenza, discriminazione o odio può trovare spazio nelle nostre città e nella nostra società", aggiungono. P"urtroppo, la vicenda dei giorni scorsi è l’ennesima di una lunga serie: negli ultimi mesi, infatti, nel quartiere si sono verificati diversi episodi violenti ai danni di persone LGBTQ+ e di altre cittadine e cittadini. È necessario un impegno concreto delle istituzioni per garantire sicurezza, inclusione e tutela dei diritti di tutti. Di fronte all'intolleranza e alla sopraffazione non possono esserci indifferenza né silenzio. Al contrario va rafforzata la cultura del rispetto e della solidarietà, affinché nessuno debba sentirsi solo o esposto alla violenza per la propria identità, il proprio orientamento o semplicemente per essere sé stesso”.