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Ragazza trans colpita con una gomitata mentre passeggia al Pigneto: “Aiutateci a trovare l’aggressore”

L’aggressione la sera del 14 luglio nell’isola pedonale del Pigneto a Roma. La giovane è caduta a terra, mentre l’uomo si è allontanato dopo averle lanciato uno sguardo minaccioso. Si cercano testimoni.
Momento della manifestazione dopo l'aggressione al Pigneto del 21 giugno (Lapresse)
Momento della manifestazione dopo l'aggressione al Pigneto del 21 giugno (Lapresse)

Una ragazza trans è stata colpita con una gomitata e fatta cadere a terra mentre si trovava con alcune amiche nell’isola pedonale del Pigneto, a Roma. L’aggressione sarebbe avvenuta la sera del 14 luglio. A denunciarla è l’associazione Libellula, Casa della Comunità Trans attiva dal 1997, che sta cercando testimoni e informazioni utili per risalire all’uomo. L’appello è stato rilanciato anche dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

La ricostruzione: "Una gomitata sul petto, poi lo sguardo minaccioso"

Associazione Libellula ha ricostruito così quanto sarebbe accaduto: "Secondo quanto ci è stato riferito, si trovava insieme alle sue amiche quando un giovane uomo le è passato accanto e le ha sferrato una gomitata, facendola cadere a terra. Le amiche sono intervenute immediatamente per soccorrerla. L’uomo, dopo essersi allontanato di qualche metro, si è voltato verso di lei con uno sguardo minaccioso. Intorno – si legge ancora sulla pagina Instagram dell'associazione Libellula -, però, passanti e persone sedute ai tavoli dei locali sono rimaste indifferenti".

L'identikit dell'aggressore

Libellula ha diffuso anche una descrizione dell’uomo, che si presenterebbe come "alto e muscoloso. Bianco, senza capelli". L'aggressore indossava una maglia da rugby a righe bianche e verdi, con il numero 5 sulla schiena. "Se eri al Pigneto la sera del 14 luglio e hai assistito alla scena, o possiedi informazioni utili, scrivici in DM. Anche un dettaglio apparentemente marginale può essere importante. Ti chiediamo di non pubblicare nomi, fotografie o accuse online: raccogliamo le testimonianze in privato per trasmetterle alle autorità competenti. La solidarietà non si dichiara. Si pratica".

Le altre aggressioni al Pigneto

Come riportano le associazioni Lgbtqia+, non è il primo episodio avvenuto di recente nella zona. "Poche settimane fa, proprio sulla pedonale del Pigneto, era stata aggredita anche una donna cis. Non è normale. Non è sicurezza. Non è neutralità". Ad Aprile scorso, nello stesso quartiere in più di un'occasione un gruppo di circa dieci persone incappucciate ha assalito la sede dell'associazione Gender X in via Augusto Dulceri.

"Non è un episodio isolato. È il risultato di un clima in cui la violenza contro le persone trans viene troppo spesso minimizzata, normalizzata o ignorata", ha dichiarato Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli'."Ogni aggressione contro una persona trans è una sconfitta per tutte e tutti. Non bastano più parole di circostanza, servono responsabilità politiche, tutele efficaci e un impegno concreto contro la violenza e l'odio".

Secondo il circolo, ogni anno fra gli organizzatori del Roma Pride, le violenze sarebbero favorite anche dall’assenza di una tutela specifica nella normativa italiana, in quanto "l'identità di genere non è espressamente inclusa nella normativa italiana sui reati d'odio – continua Colamarino -. Questo significa che chi viene aggredito perché è una persona trans non gode di una protezione specifica fondata sull'identità di genere. Anche questo contribuisce a lasciare la nostra comunità più esposta alla violenza. Le nostre vite non sono un terreno di scontro politico – concludono dal circolo ‘Mario Mieli' -. I nostri diritti non sono negoziabili".

Azione: "Gesto vile, sia fatta luce sull'accaduto"

Esprimono "piena solidarietà e vicinanza alla giovane attivista trans aggredita al Pigneto", Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, consiglieri capitolini di Azione. "Un gesto vile e inaccettabile che colpisce non solo una persona, ma i principi fondamentali di rispetto, convivenza e dignità umana. Nel condannare con fermezza l’aggressione, chiediamo che sia fatta piena luce sui fatti. Nessuna forma di violenza, discriminazione o odio può trovare spazio nelle nostre città e nella nostra società", aggiungono. P"urtroppo, la vicenda dei giorni scorsi è l’ennesima di una lunga serie: negli ultimi mesi, infatti, nel quartiere si sono verificati diversi episodi violenti ai danni di persone LGBTQ+ e di altre cittadine e cittadini. È necessario un impegno concreto delle istituzioni per garantire sicurezza, inclusione e tutela dei diritti di tutti. Di fronte all'intolleranza e alla sopraffazione non possono esserci indifferenza né silenzio. Al contrario va rafforzata la cultura del rispetto e della solidarietà, affinché nessuno debba sentirsi solo o esposto alla violenza per la propria identità, il proprio orientamento o semplicemente per essere sé stesso”.

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