Per la prima volta la destra vince a Genzano, la ‘Stalingrado’ dei Castelli Romani terra d’esilio degli Inti Illimani

Per la prima volta nella storia, la destra vince le elezioni amministrative a Genzano. Dal dopoguerra nessun primo cittadino della città dei Castelli Romani è stato eletto dai partiti di destra. Dal Partito Comunista Italiano ai Democratici di Sinistra, fino alle liste civiche, comunque di centro-sinistra. La prima sconfitta è arrivata nel 2016 con la vittoria di Daniele Lorenzon che, eletto fra le fila del Movimento Cinque Stelle, ha rotto un'egemonia più che radicata.
Ma è oggi che, per la prima volta, la destra entra nell'amministrazione genzanese con la vittoria di Fabio Papalia, esponente di Fratelli d'Italia candidato con l'appoggio anche di Lega, Forza Italia, Noi Moderati e la civica Genzano Risorge. Al ballottaggio del 7 e dell'8 giugno, infatti, Papalia ha ottenuto più voti del sindaco uscente Carlo Zoccolotti.

La storia senza destra di Genzano di Roma, la "piccola Mosca" dei Castelli
Stalingrado dei Castelli Romani o Piccola Mosca: l'assenza della destra fra i vincitori alle amministrative ha contribuito a cucire addosso alla cittadina l'appellativo divenuto storico nel tempo. Nel 1944, dopo aver vissuto sotto il governo del Podestà del Partito Nazionale Fascista, è stato il turno del primo sindaco pro tempore, Mario Colacchi del Partito Comunista Italiano. Del Partito Comunista Italiano saranno anche tutti i primi cittadini eletti dal 1948 al 1997.
Da quel momento Genzano, nota per il pane e l'infiorata, è diventata famosa anche per essere roccaforte della sinistra. A contribuire agli appellativi che spettano di diritto alla cittadina dei Castelli Romani, anche il sodalizio fra la città stessa e il celebre gruppo cileno degli Inti Illimani che, una volta fuggiti dopo il golpe del 1973 che ha portato al regime di Pinochet, hanno deciso di trascorrere il loro esilio forzato proprio a Genzano di Roma.
Genzano dopo il PCI, gli ultimi sindaci e la rottura
Nel 1997, poi, è toccato a sindaci provenienti da partiti diversi, ma sempre della stessa area politica: Partito Democratico della Sinistra, Democratici di Sinistra, Partito Democratico, una lista civica di centro-sinistra. Poi il primo scricchiolio, con l'elezione di Lorenzon del Movimento Cinque Stelle nel 2016, prima di due commissari straordinari nel 2020, a seguito dei quali è stato eletto, nuovamente con il centrosinistra, Carlo Zoccolotti, sindaco uscente in queste elezioni e sconfitto al ballottaggio con Papalia.
Qualcosa aveva già iniziato a scricchiolare lo scorso decennio: fino alle elezioni politiche del 2013 Genzano aveva sempre espresso una maggioranza di sinistra, persa con quelle del 2018 per il Movimento Cinque Stelle. Nel 2022, invece, è arrivato il primo tracollo per la sinistra: nelle 22 sezioni genzanesi, oltre il 40% dei voti è andato alla coalizione di centrodestra, con il Pd fermo al 29% e il M5s al 16%. Fino a oggi, però, restava l'amministrazione locale come baluardo della sinistra. Con la vittoria di Papalia e queste elezioni, che non abbiamo dubbio entreranno nella storia politica della città, sicuramente si apre una nuova epoca per la comunità genzanese.