Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Omicidio Mollicone, i Ris: “Sui capelli di Serena pezzi di legno della porta, fu uccisa in caserma”

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Tutte le indagini tecnico-scientifiche svolte portano alla porta della caserma: secondo i Ris è lì che è stata uccisa Serena Mollicone.

"Tutte le indagini tecnico-scientifiche che abbiamo condotto supportano l'ipotesi che la testa di Serena Mollicone abbia impattato con la porta degli alloggi della caserma di Arce". È stata esposta oggi in aula quella che potrebbe rappresentare l'ulteriore conferma delle ipotesi dell'accusa sulle circostanze della morte della giovane uccisa nel Frusinate nel 2001 secondo i risultati tecnico scientifici. A prendere la parola in aula è stato il luogotenente del Ris di Roma, Rosario Casamassima, consulente della procura generale sentito nel processo di Appello bis per l'omicidio Mollicone.

Le analisi tecniche sulla porta della caserma

Secondo quanto spiegato in aula, sul nastro adesivo che avvolgeva la testa della giovane, oltre a tracce di resina e colla, sarebbero stati ritrovati 25 frammenti lignei. Questi ritrovamenti rafforzerebbero l'ipotesi dell'accusa, secondo cui il primo giugno del 2001 la giovane sarebbe stata sbattuta contro la porta della caserma di Arce da Marco Mottola e avrebbe perso i sensi, poi sarebbe stata soffocata e infine abbandonata nel boschetto di Fonte Cupa dove è stata ritrovata.

"Non concordo sul fatto che i nostri risultati siano apparsi incerti e inconcludenti", ha dichiarato il luogotenente Casamassima, presentando i dati oggi in udienza. Il militare ha contestato le "valutazioni" che si trovano nelle sentenze di primo e secondo grado sulle analisi scientifiche condotte sui nastri adesivi che "avvolgevano la testa della diciottenne".

Gli ultimi accertamenti presentati oggi sono dunque partiti dal frammento ligneo trovato fra i capelli della vittima dalla consulente Cristina Cattaneo. A quel punto gli inquirenti sono passati a esaminare il nastro che le stringeva la testa, utilizzato per chiudere la busta e ne hanno verificato "la compatibilità dei residui con il legno della porta della caserma di Arce". Le analisi ne hanno poi verificato la presenza di "tracce di polish per carrozzeria sugli adesivi, sugli indumenti e su alcune parti delle suole delle scarpe della vittima": la presenza di materiali trattati e di residui compatibili con quelli della porta secondo l'accusa sarebbe un elemento a sostegno dell'ipotesi secondo la quale la giovane sarebbe stata aggredita in caserma.

Il processo sulla morte di Serena Mollicone

Per la morte di Serena Mollicone è imputato Marco Mottola in concorso con la madre Annamaria e il padre Franco Mottola, ex comandante della caserma di Arce. È stato quest'ultimo, in più di una circostanza, a spiegare di essere stato lui stesso ad aver danneggiato la porta della caserma con un pugno durante una discussione con il figlio.

Per i tre si tratta del processo di Appello bis dopo due assoluzioni. Nelle ultime udienze, invece, continua la battaglia fra i consulenti di accusa e difesa. Ed è proprio in questo ambito che è stato ascoltato oggi l'esperto del Ris che ha escluso la possibilità di contaminazione nei reperti. È stato lui a spiegare che i cinque frammenti lignei sono stati ritrovati esattamente fra i nastri adesivi e i capelli di Mollicone e che fra gli altri elementi repertati sui nastri c'è anche "un residuo di vernice della caldaia dell'alloggio".

La battaglia degli avvocati: "Serena è entrata dalla caserma e non ne è mai uscita"

Ne consegue che "quanto detto oggi supporta l'ipotesi accusatoria, che Serena è entrata in caserma e non ne è più uscita. Anche la vernice della caldaia ritrovata ci dice che Serena è sicuramente stata lì", come hanno poi precisato gli avvocati Antonio Iafrate e Federica Nardoni.

Diversamente, invece, l'avvocato Fabio Quadrini che assiste la famiglia Mottola ha parlato di una contraddizione da parte del consulente. "Si tratta dell'ennesimo tentativo di adattare i fatti alla teoria e non la teoria ai fatti. Il consulente si è contraddetto rispetto a quanto detto precedentemente. Serena non ha impattato sulla porta, che non è il mezzo lesivo", ha poi concluso.

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