Delitto Arce, 25 anni dopo parla la sorella di Serena Mollicone: “Uccisa per farla tacere”

Venticinque anni corrispondono a 300 mesi e anche 9131 giorni. Questo è il tempo trascorso dal 1 giugno 2001, il giorno del delitto di Serena Mollicone. Il giallo di Arce non ha ancora un colpevole dopo anni di indagini, bugie, presunti depistaggi e processi (l'ultimo contro la famiglia Mottola ancora in corso).
Consuelo Mollicone, sorella maggiore di Serena accetta di parlare a Fanpage.it per ricordare la sorella il giorno dell'anniversario del suo omicidio.
Mi racconti chi era Serena?
Io ricordo Serena come una ragazza solare piena di vita, che aveva degli amici, tanti interessi e dei progetti per il futuro. Io mi sento di ricordarla in questo modo, sempre con il sorriso per gli altri, con la sua disponibilità e con la sua voglia di vivere. Mia sorella aveva, come ho già detto, degli ideali. Se doveva dire la propria opinione in diverse situazioni, lei non aveva timore. Anzi, dava coraggio anche agli altri. Era una ragazza coraggiosa.
Tu ancora hai fiducia nella giustizia?
Io ancora mi sento di credere nella giustizia. Il processo è in corso e aspettiamo che vengano approfondite anche le tesi portate da alcuni testimoni e soprattutto dai consulenti che hanno lavorato a lungo proprio per ricostruire la scomparsa di mia sorella
Cosa ti aspetti da adesso questo processo? (appello bis contro la famiglia Mottola ndr)
Verità e giustizia per mia sorella perché sono passati tanti anni ma aspettiamo ancora che la giustizia faccia il suo corso. Sono sei anni che non c'è più nostro padre Guglielmo, lui ha combattuto fino alla fine per la morte della figlia aiutando anche gli inquirenti a ricostruire cosa è accaduto quei giorni di 25 anni fa.
però noi aspetteremo sempre che questa giustizia faccia il suo corso, anche perché è venuto a mancare il padre di Serena 6 anni fa e lui ha combattuto tutti gli anni che sono rimasti dopo la morte della figlia proprio per trovare giustizia e ha aiutato anche gli inquirenti a ricostruire quei giorni della scomparsa di mia sorella.
Tu hai preso in eredità questa battaglia da tuo padre Guglielmo, da quando lui non c'è più
Serena era l'unica sorella che avevo. Era l'unica persona della mia famiglia che avevo vicino in quel periodo e in quegli anni come mio padre, quindi per me non è un incarico oppure un affidamento. È soltanto una ricerca che continuerà negli anni proprio per trovare un po' più di pace e di vedere finalmente dei colpevoli che vengono assicurati.
Senza entrare nel processo attuale, tu ti sarai fatta un'idea di quello che può essere successo se per tanti anni si è cercato di nascondere qualcosa?
Secondo me Serena ha cercato di proteggere in tutti i modi qualche persona o una persona amica, non so in quale modo, e per questo motivo poi è stata fatta sparire per tacere ed è stata uccisa per questo motivo, secondo me, mio parere. Sono passati tanti anni proprio perché all'inizio hanno cercato di depistare le indagini e quindi di far ricadere l'attenzione su alcune persone e percorrere piste poi palesemente sbagliate.
C'è qualcuno che dopo 25 anni potrebbe prendere coraggio e parlare?
Lo spero. C'è sicuramente qualcuno che ha negato la verità e che ha visto invece mia sorella in quei giorni.
Parliamo dell'ingresso in caserma?
Sì.
Io vorrei dire alle persone che conoscevano Serena in quegli anni e che l'hanno vista o hanno saputo delle cose in giro di parlare perché non è tardi, possono far luce su tanti eventi di quegli anni e possono dare giustizia a una ragazza semplice e umile com'era mia sorella. È difficile credere che un omicidio, com'è stato quello di mia sorella, possa restare impunito.
È già passato tanto tempo, non può restare sempre impunito, deve succedere qualcosa prima o poi.