Nomine nel Lazio, le opposizioni in Procura: “Il direttore della Protezione civile non ha i requisiti”

Le opposizioni tornano all'attacco del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, sulle nomine illegittime. Sette consiglieri regionali di minoranza hanno presentato un esposto formale alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti sulla nomina del direttore della Direzione regionale "Emergenza, protezione civile e NUE 112", Massimo Lapietra. "Dopo aver liberato l'Istituto Sant'Alessio da una pessima gestione con la rimozione del direttore generale per evidenti ragioni di insostenibilità ambientale e amministrativa, adesso il presidente Rocca dovrebbe occuparsi di liberare la Regione da un altro imbarazzo", dichiara Massimiliano Valeriani, presidente della Commissione Trasparenza e consigliere regionale del PD.
Già il tribunale del lavoro, con una sentenza del 28 gennaio 2026, aveva rilevato profili di illegittimità per mancanza dei requisiti previsti dal bando pubblico, ma ora "vista la perdurante indifferenza di Rocca, le opposizioni consiliari hanno presentato un esposto alla Procura di Roma e alla Corte dei Conti per denunciare la situazione e ripristinare la legittimità all'interno della Regione con l'obiettivo di restituire una gestione più capace e funzionale alla direzione delle emergere e della protezione civile", aggiunge Valeriani. Al centro della rimostranza, oltre alle lacune sul curriculum di La Pietra, anche un presunto trattamento di favore da parte della commissione esaminatrice e una valutazione che viene definita "distorta" e "illogica".
"Scelto un candidato senza esperienza dirigenziale"
La giudice Valentina Cacace della Terza Sezione del Lavoro del tribunale di Roma aveva assolto la regione rispetto al ricorso di un altro candidato, ma Massimo La Pietra, ex Croce Rossa, è stato comunque ritenuto "privo dei requisiti richiesti dall’avviso pubblico, come interpretato dalla Commissione di valutazione". Da qui partono anche i consiglieri Mario Ciarla, Alessio D'Amato, Claudio Marotta, Marietta Tidei, Alessandra Zeppieri, Adriano Zuccalà e Massimiliano Valeriani. Il requisito dell'avviso di selezione "Esperienza dirigenziale almeno quinquennale nella pubblica amministrazione e/o in Aziende pubbliche e/o private, anche con riguardo ad incarichi di direzione di strutture complesse" sarebbe stato disatteso.
Secondo i firmatari, infatti, La Pietra vanta solo 30 mesi di dirigenza pubblica effettiva fra il 2017 e il 2019, nel dipartimento della protezione civile della presidenza del Consiglio dei ministri. Il candidato poi scelto vantava un'esperienza molto maggiore fra le fila della Croce Rossa Italiana come Responsabile Centrale di Risposta Nazionale. Ma la Croce Rossa è un'associazione "le cui regole organizzative sono svincolate da qualsiasi parallelismo con quelle Aziendali (pubbliche o private), con relazioni interne di natura democratica e non gerarchica, senza alcuna possibilità di riconoscere nella struttura associativa i cardini dell'esperienza manageriale che la Commissione di valutazione ha espressamente ritenuto necessari", si legge nell'esposto. Inoltre, La Pietra era in "assegnazione temporanea" dalla presidenza del Consiglio ed avrebbe quindi mantenuto in quegli ann la qualifica di semplice funzionario.
"La Pietra ha potuto integrare il curriculum dopo la scadenza dell'avviso"
Secondo i consiglieri, La Pietra avrebbe anche ricevuto un trattamento di favore in fase di verifica dei requisiti. La commissione avrebbe fatto un uso "funambolico" del soccorso istruttorio: all'attuale direttore sarebbe stato permesso di integrare il curriculum oltre i termini per dimostrare che l'incarico presso la Croce Rossa era assimilabile a un'esperienza dirigenziale. Per la stessa carenza di requisiti altri aspiranti sono stati esclusi subito e senza alcuna possibilità di integrazione. Alcuni di questi candidati avevano anche diretto strutture analoghe al Numero Unico per le Emergenze 112 per anni, mentre lui gestiva una centrale associativa privata.
La valutazione della commissione, quindi, sarebbe stata molto influenzata dalla politica e, in particolare, dal legame che La Pietra aveva con il presidente regionale. Sia lui che l'altro candidato scelto dalla commissione e poi scartato dalla Giunta, responsabile della decisione finale, venivano dalla Croce Rossa Italiana, associazione di cui Rocca era stato presidente