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Sant’Alessio, dopo indiscrezione Fanpage stop di Fdi al cambio nomine per i direttori. D’Amato chiede commissione d’inchiesta

L’Asp Sant’Alessio continua a essere al centro del dibattito in Regione Lazio: ora il consigliere regionale di Azione Alessio D’Amato chiede una commissione d’inchiesta sulla gestione del patrimonio. Intanto, dopo l’indiscrezione pubblicata da Fanpage.it, è stata sconvocata d’urgenza la commissione per la modifica dei requisiti richiesti ai direttori delle aziende di servizi alla persona. Mattia (Pd): “Brutta pagina della politica”.
A cura di Marco Billeci
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Una commissione d'inchiesta per far luce sui conti della Asp Sant'Alessio per capire come negli anni si è arrivati ad accumulare un indebitamento di circa 70 milioni di euro. E soprattutto individuare le causa dell'assenza di introiti derivati dal grande patrimonio immobiliare dell'Istituto, la cui gestione è  affidata da anni a una Sgr privata, senza che però questa abbia generato al momento ricavi, da destinare alle attività di assistenza. È questo il contenuto di una proposta di legge del consigliere regionale del Lazio di Azione Alessio D'Amato.

L'Azienda di Servizi alla Persona Istituto Sant'Alessio – specializzata in assistenza alle persone cieche e ipovedenti – è da mesi sotto i fari del dibattito politico in Regione Lazio ed è stata anche al centro di un'inchiesta di Fanpage.it, sui pesanti tagli al personale e ai servizi sociosanitari messi in atto dall'ex direttore dell'istituto in quota Fdi Massimo Canu. Il 3 aprile scorso, Canu si è dimesso dopo mesi di critiche da parte dei lavoratori e delle famiglie degli utenti del Sant'Alessio, rilanciate da parte delle opposizioni in Consiglio Regionale.

Il patrimonio immobiliare del Sant'Alessio

I problemi di bilancio della Azienda tuttavia sono iniziati ben prima dell'arrivo di Canu al Sant'Alessio e in particolare quelli legati alla gestione degli immobili e terreni di proprietà dell'istituto hanno radici antiche. Un patrimonio valutato oltre 220 milioni di euro, la cui gestione è stata più volte in passato al centro di scandali e polemiche, finché nel 2017 la giunta Zingaretti ha deciso di affidarlo a una Sgr privata. La situazione però non è migliorata e anzi in nove anni le due Sgr che si sono susseguite nell'amministrazione del fondo immobiliare non hanno versato nemmeno euro alla Asp dai ricavi degli affitti.

Ecco, la richiesta di D'Amato parte dalla necessità di capire come mai la gestione del patrimonio da parte delle Sgr non ha prodotto redditività per l’azienda pubblica di servizi. "Un fatto grave, che non può essere ignorato – dice il consigliere di Azione – La commissione di inchiesta deve fare piena luce su questo punto". Ma se la proposta verrà approvata, il raggio di azione dell'organismo comprenderà anche altri aspetti e criticità nell'amministrazione finanziaria del Sant'Alessio da parte delle diversi dirigenti che si sono susseguiti negli anni.

Spiega ancora D'Amato: "I fondi patrimoniali sono strumenti previsti dalla legislazione vigente per valorizzare il patrimonio. In questo caso, però, quella valorizzazione avrebbe dovuto tradursi in un rafforzamento dei servizi agli utenti. Non solo questo non è avvenuto, ma i servizi sono addirittura diminuiti. È una contraddizione evidente che impone risposte chiare". E conclude: "Serve trasparenza: che fine ha fatto il patrimonio? Auspico che l’intero Consiglio regionale voglia assumersi la responsabilità di fare chiarezza su una vicenda che riguarda risorse pubbliche e l’interesse collettivo".

Lo stop alle nuove regole per i direttori delle Asp

Intanto, dopo l'indiscrezione pubblicata ieri da Fanpage.it, è stata sconvocata la seduta della prima commissione del Consiglio Regionale del Lazio che avrebbe dovuto dare il via libera alle nuove regole per il reclutamento dei direttori delle Asp. Con i nuovi criteri si allargherebbero notevolmente le maglie dei requisiti. Una delle contestazioni fatte all'ex direttore del Sant'Alessio Massimo Canu aveva riguardato proprio la presunta assenza delle qualifiche necessarie a ricoprire il ruolo. Fonti interne alla Pisana consultate da Fanpage.it ipotizzano che lo stop almeno momentaneo al cambio di regolamento possa essere stato comandato dal livello nazionale di Fratelli d'Italia.

La reazione della consigliera Mattia: "Brutta pagina della politica"

Non ha tardato ad arrivare il commento della consigliera Pd della Regione Lazio Eleonora Mattia, vicepresidente della I Commissione in Consiglio regionale del Lazio: "Oggi abbiamo assistito ad un’altra brutta pagina della politica: una commissione tenuta ferma da 5 mesi viene prima convocata apposta per discutere una delibera regionale, che ha l’obiettivo di abbassare i requisiti per le nomine di commissari e direttori delle Asp, e poi oggi, dopo la nostra denuncia di ieri, la seduta è stata annullata d’urgenza e rimandata a data da destinarsi, sottraendo così il provvedimento al dibattito politico – ha fatto sapere – Un pessimo segnale che ci conferma ancora di più che siamo sulla strada giusta. Torniamo quindi a chiedere che la delibera regionale sia ritirata o sottoposta al dibattito con tutte le forze politiche e gli stakeholders attraverso un ciclo di audizioni in commissione. La destra non può far partire o bloccare il lavoro delle istituzioni a proprio piacimento".

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