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Nomine illegittime e risarcimenti, Rocca non si presenta in Commissione Trasparenza: opposizioni all’attacco

Due sentenze mettono in dubbio le scelte sui dirigenti regionali. La Regione condannata a pagare 225mila euro, ma il presidente diserta la commissione Trasparenza e scatena le proteste.
A cura di Francesco Esposito
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Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca (Lapresse)
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca (Lapresse)

Le opposizioni alla Regione Lazio vogliono vederci chiaro su alcune nomine di dirigenti dichiarate illegittime dai giudici del lavoro lo scorso febbraio. Ma il presidente Francesco Rocca diserta la commissione Trasparenza, riunitasi martedì 17 marzo 2026 alle 14. "Non è una semplice assenza: è una fuga", dichiarano in una nota stampa i capigruppo di opposizione. Sono due le sentenze che, seppur con esiti diversi, contestano le modalità con cui sono stati scelti il Direttore dell'Agricoltura, Roberto Aleandri, e il Direttore della Protezione civile, Massimo La Pietra. "Questi casi evidenziano una modalità dell'Amministrazione regionale, che sceglie e nomina i propri direttori amministrativi malgrado non abbiano i requisiti per ricoprire gli incarichi assegnati", dichiara a Fanpage.it il consigliere regionale del Pd e presidente della commissione Trasparenza, Massimiliano Valeriani.

Regione condannata sulla nomina di Aleandri all'Agricoltura: dovrà pagare 225mila euro

Nel caso che riguarda la nomina di Aleandri, la Regione Lazio è stata condannata dalla Prima Sezione Lavoro del Tribunale civile di Roma a risarcire un altro candidato per 225mila euro in quanto "stando ai criteri prestabiliti", Aleandri "non avrebbe dovuto essere selezionato dalla Commissione tra i candidati da sottoporre all'esame della Giunta regionale ai fini dell'attribuzione dell'incarico dirigenziale". Inoltre, come scrive il giudice del lavoro Antonio Maria Luna, "il ricorrente (dirigente con incarichi apicali per 13 anni) ha riportato lo stesso giudizio ottenuto dal dott. Aleandri, pur non avendo quest'ultimo mai ricoperto incarichi apicali". La sentenza smonta il lavoro della commissione, incaricata di valutare i curricula, ancor prima di quello della Giunta, che ha fatto la scelta finale fra il ricorrente con più esperienza e il candidato risultato vincitore.

"Non siamo di fronte a un rilievo formale, ma a una decisione che colpisce il cuore del principio di imparzialità dell’amministrazione e certifica il mancato rispetto dei criteri di merito e competenza – aggiungono i capigruppo Marietta Tidei (Italia Viva), Mario Ciarla (Partito Democratico), Adriano Zuccalà (Movimento Cinque Stelle), Alessio D’Amato (Azione), Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista), Alessandra Zeppieri (Sinistra Italiana) -. La questione non è solo economica: è istituzionale e politica. Questa condanna mina la credibilità della Regione e getta ombre pesantissime sugli atti adottati".

Assoluzione sulla Protezione Civile, ma La Pietra è "privo dei requisiti"

Anche le sentenze che assolvono la Giunta, però, nascondono un campanello d'allarme. La giudice Valentina Cacace della Terza Sezione del Lavoro ha condannato Mario Sette, dirigente della Città Metropolitana di Roma Capitale che non è stato scelto come Direttore della Protezione Civile regionale, a pagare 5mila euro di spese processuali. Ma il candidato scelto Massimo La Pietra, ex Croce Rossa, è stato ritenuto "privo dei requisiti richiesti dall’avviso pubblico, come interpretato dalla Commissione di valutazione".

"Il presidente Rocca dovrebbe intervenire per rimuovere i direttori privi dei titoli e delle esperienze necessarie, togliendo l'istituzione da ogni imbarazzo ed evitando ricorsi sulla illegittimità degli atti prodotti, oltre ai possibili danni erariali di cui la Regione sarebbe chiamata a rispondere", continua a Fanpage.it Valeriani.

Le opposizioni contro Rocca: "Manca di rispetto al Consiglio"

Né Rocca né nessun altro dei membri dell'amministrazione che sono stati convocati, si sono presentati oggi pomeriggio. "Non si era mai registrata una simile caduta di stile: una vergogna per l'istituzione regionale e una mancanza di rispetto per gli eletti del Lazio. Evidentemente per l'Amministrazione Rocca il Consiglio regionale è solo un intralcio", conclude il presidente della commissione Trasparenza. Provano a far sentire la loro protesta anche i rappresentanti delle opposizioni, che accusano Rocca di "pensare al Consiglio come a un rumore di fondo. Pretendiamo che venga immediatamente a riferire".

Un'occasione per riscattarsi e fare un po' di luce Rocca la avrà la mattina di giovedì 19 marzo, quando la commissione si riunirà ancora. Questa volta per discutere della nomina del direttore dell'Ipab Sant'Alessio, istituzione di assistenza per persone con disabilità visiva, Massimo Canu.

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