video suggerito
video suggerito

Nessun rinvio per il processo Mollicone, presidente tribunale: “Non vado in pensione e presiedo io”

Il processo sulla morte di Serena Mollicone, la 18enne scomparsa ad Arce nel 2001, inizierà a Cassino il 15 marzo 2021 e non subirà ulteriori rinvii. Lo ha promesso il presidente del tribunale di Cassino, Massimo Capurso, “anche a costo di dover presiedere la corte d’Assise personalmente, rinviando il pensionamento”. E così sarà, perché oggi il presidente ha ufficializzato l’intenzione di presiedere lui stesso il processo sulla morte della 18enne.
A cura di Enrico Tata
388 CONDIVISIONI
Immagine

Il processo sulla morte di Serena Mollicone inizierà a Cassino il 15 marzo 2021 e non subirà ulteriori rinvii. Lo ha promesso il presidente del tribunale di Cassino, Massimo Capurso, "anche a costo di dover presiedere la corte d'Assise personalmente, rinviando il pensionamento". Non ci sarà, quindi, un ulteriore rinvio, ha scritto il presidente in una nota ufficiale. Capurso ha spiegato che il primo rinvio (il processo era inizialmente fissato per il 19 gennaio) si è reso necessario a causa della mancanza di un giudice per poter svolgere il ruolo di presidente della corte d'Assise. Una soluzione alternativa, ha spiegato il presidente, può essere soltanto l'arrivo di un altro giudice con i gradi idonei per quel ruolo. In alternativa, ha detto, sarà lui stesso ad assumere personalmente la funzione di presidente nel processo Mollicone, rinviando la sua pensione. E così sarà: oggi il presidente Capurso ha reso noto che sarà lui a presiedere il processo: "Assumerò personalmente la funzione di presidente titolare prima dell'inizio del processo "Mollicone", in modo da poterlo regolarmente presiedere il 19 marzo 2021, se non saranno possibili diverse soluzioni, e comunque senza che sia costretto a subire ulteriori rinvii. Per addivenire a ciò lo scrivente ha rinviato le dimissioni anticipate (di poco) dalla magistratura, già rassegnate a 25 settembre scorso e a valere per la data del 1 gennaio 2021 e momentaneamente revocate".

Con le parole del presidente Capurso:

"A seguito del recentissimo trasferimento ad altro ufficio giudiziario del distretto del Lazio della presidente della sezione Penale Donatella Perna (delibera del C.s.m. del 10.12.2020), di poco preceduto da quello del giudice penale anziano, Olga Manuel (delibera del 7.10.2020), attualmente e rispettivamente presidente e giudice a latere della corte di assise di Cassino, la composizione di quest'ultima, per quanto riguarda il magistrato idoneo (per anzianità minima) a presiedere, è divenuta improvvisamente un problema (quasi) irrisolvibile nell'immediato e, comunque, in tempo utile per l'inizio del processo penale in oggetto, originariamente fissato dal Gup per il prossimo 15 gennaio 2021, dal momento che nessun altro giudice penale del Tribunale di Cassino ha un'anzianità superiore ai 6 anni (tranne il Gip più anziano, che però, pure a volerlo considerare, in quanto non è comunque un giudice del dibattimento, sarebbe, in ogni caso, incompatibile con il processo ‘Mollicone' per avere in esso svolto funzioni, appunto, di Gip)".

In sostanza sono stati trasferiti gli unici due giudici in grado di poter presiedere la corte d'Assise. L'alternativa (ma è stata subito scartata) era quella di far presiedere il processo a un giudice anziano in servizio presso il tribunale civile ("uno, giovane, non ha mai svolto funzioni penali, mentre gli altri due, molto più anziani, non svolgono funzioni penali da decenni").

Il processo sulla morte di Serena Mollicone

Per la morte di Serena Mollicone sono finiti a processo l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, il maresciallo Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco, il maresciallo Vincenzo Quatrale e l'appuntato Francesco Suprano. La famiglia Mottola è accusata di concorso in omicidio, mentre Quatrale è accusato di concorso in omicidio, ma anche di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. L'appuntato Suprano è accusato di favoreggiamento. Le accuse dei pm per i Mottola sono pesantissime: la 18enne Serena sarebbe andata alla caserma dei carabinieri, avrebbe avuto una furiosa discussione con Marco Mottola e lì sarebbe stata aggredita. Avrebbe sbattuto con violenza la testa contro una porta e sarebbe caduta a terra. I Mottola l'avrebbero poi portata in un boschetto e l'avrebbero soffocata con un sacchetto di plastica.

388 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views