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Nelle carceri di Roma raddoppiati i tentati suicidi, metà delle visite mediche annullate per mancanza di scorta

Presentata oggi in Campidoglio la relazione annuale 2025 sulle carceri romane. Raddoppiati i tentativi di suicidio e annullate metà delle visite mediche per carenza di polizia penitenziaria.
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Nelle carceri di Roma i tentativi di suicidio sono raddoppiati, mentre le visite mediche sono ridotte a metà, per mancanza di scorte che accompagnano i detenuti in ospedale. Sono alcuni dei dati emersi dalla Relazione annuale 2025 che la garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale Valentina Calderone ha presentato nell'Aula Giulio Cesare in Campidoglio nella mattinata di oggi, lunedì 6 luglio. Risultati che confermano come permangano delle profonde criticità negli istituti penitenziari della città. Solo per citarne alcune il sovraffollamento, le difficoltà di accesso ai diritti fondamentali, fino al drammatico aumento dei tentativi di suicidio.

Oltre alle criticità delle carceri romane la relazione le priorità ossia salute, lavoro, abitare, condizioni materiali degli istituti e tutela delle persone più vulnerabili. Un lavoro che, come viene sottolineato nel documento, richiede l'impegno e la sinergia tra Roma Capitale, amministrazione penitenziaria, magistratura di sorveglianza, servizio sanitario, Regione Lazio, terzo settore, università e mondo produttivo.

Gualtieri: "Garantire accesso a diritti fondamentali"

Ad intervenire alla presentazione dei dati sulle carceri romane è stato anche il sindaco Roberto Gualtieri: "Lo scorso anno ci sono stati 5.028 eventi critici, il triplo rispetto all’anno precedente. Sono raddoppiati i tentativi di suicidio e, sul fronte del sovraffollamento, i numeri restano drammatici. L’aumento delle temperature nei mesi estivi rende le condizioni ancora più insostenibili. Il Governo ha varato un piano da 750 milioni di euro con 60 interventi per creare circa 10 mila nuovi posti detentivi. È positivo, ma non basta: serve garantire l’accesso ai diritti fondamentali". Una delle criticità, come detto, riguarda il dimezzamento delle visite mediche per le persone detenute, per la mancanza di personale di scorta della polizia penitenziaria. "A questo – prosegue Gulatieri – si aggiungono il problema delle malattie trasmissibili e delle persone con dipendenze da sostanze o con diagnosi riconducibili alla salute mentale".

Calderone: "Triplicati gli eventi critici tra detenuti minorenni"

Oltre alla grave questione delle visite mediche esterne, la significativa carenza di organico della polizia penitenziaria riguarda anche la gestione ordinaria degli istituti. "A Rebibbia Nuovo Complesso, su 940 unità previste, sono presenti appena 434 agenti, meno della metà" spiega la garante Calderone. Anche l’Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo si trova ad affrontare criticità evidenti: "Aumentano i ragazzi presenti, crescono le difficoltà nella partecipazione alle attività educative e il personale di polizia penitenziaria, proveniente dagli istituti per adulti, spesso non è formato per il lavoro specifico con i minori" continua Calderone. "Condizioni – prosegue – che alimentano inevitabilmente le tensioni, gli eventi critici sono triplicati rispetto al 2025″.

La situazione nel Cpr di Ponte Galeria

Dalla Relazione emergono anche i dati relativi al Centro per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria: delle 1.203 persone entrate nel 2025, ne sono state rimpatriate 165, pari al 13,7% del totale, mentre le uscite per mancata convalida da parte del Tribunale o del Giudice di pace sono state 716, oltre il 60%. "Si tratta di numeri che ci obbligano a riflettere sull’efficacia di un sistema che trattiene persone che non hanno commesso alcun reato, privandole della libertà personale per ragioni amministrative”.

Cosa è stato fatto finora nelle carceri romane

Negli ultimi anni Roma Capitale ha rafforzato il proprio impegno nelle carceri romane con interventi strutturali e mirati" spiega ancora la garante. "Tra questi, la sottoscrizione di un protocollo per favorire la formazione professionale all’interno degli istituti penitenziari; un protocollo con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per mettere a sistema tutti i servizi di Roma Capitale destinati alle persone private della libertà; iniziative per promuovere la tutela dei diritti e della salute psicofisica di chi vive in carcere, con particolare attenzione alle donne e alle persone LGBTQ+; il sostegno ai progetti della “Casa di Leda” per le mamme detenute con figli; e l’inaugurazione, nella Casa Circondariale di Rebibbia, insieme alla Fondazione Santo Versace, dello spazio “Abbracci in Libertà”, che consente ai papà detenuti di incontrare i propri figli in un ambiente dedicato".

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