La riapertura delle scuole nel Lazio slitta al 18 gennaio. Lo ha deciso la Regione nella giornata di oggi in vista della firma dell'ordinanza: gli studenti delle scuole superiori – dopo un ulteriore rinvio dal 7 gennaio – sarebbero dovuti tornare al 50% della presenza in aula l'11, invece verrà protratta ancora per qualche giorno la didattica a distanza che sarà al 100 per 100. Una data mediata tra il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti da una parte e il premier Giuseppe Conte e la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina dall'altra. Mediazione che evidentemente è saltata dato che, visto l'aumento dei casi di coronavirus nel Lazio, la Regione ha deciso di rinviare definitivamente la riapertura delle scuole superiori. Niente didattica in presenza al 50%: il timore è che il ritorno in classe favorisca ulteriormente la diffusione del virus, la crescita dei contagi e soprattutto dei ricoveri. Al momento il sistema ospedaliero sta tenendo, ma sono nove le terapie intensive della regione che hanno superato la soglia critica. "Il nostro obiettivo – spiega il vicepresidente della Giunta regionale Daniele Leodori – è riaprire in sicurezza le scuole".

Il Lazio dall'11 gennaio resta zona gialla

Il Lazio da lunedì 11 gennaio resta in zona gialla. L'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato nei giorni scorsi aveva avvertito: "Ci aspettiamo un peggioramento della curva", con un'impennata dei contagi, che nei giorni scorsi hanno raggiunto di nuovo quota 2mila. Tuttavia fortunatamente al momento sì è allontanato il rischio che diventasse zona arancione. L’indice Rt, nonostante l'aumento dei casi, è rimasto a 0,98%, sotto la soglia di sicurezza fissata a 1, quindi con questo valore non è previsto alcun cambio di colore e la regione dunque non andrà incontro a nuove misure resptrittive né sul fronte degli spostamenti, né su quello delle chiusure.

Lo scontro nel Governo

Il rientro a scuola in presenza è oggetto di un dibattito durissimo sia all'interno del Governo, sia tra quest'ultimo e le regioni. Il rientro in classe, come detto, era inizialmente previsto per il 7 gennaio, slittato poi all'11 (e ora nel Lazio al 18) in seguito a una mediazione. Il rinvio era stato chiesto soprattutto dal Partito democratico, mentre a opporsi erano stati il Movimento 5 Stelle e Italia Viva.  Il ministro della Cultura Dario Franceschini aveva puntato alla riapertura il 15 gennaio. Adesso, il ritorno in classe per gli studenti slitta di altri giorni.