Il Lazio non passerà in zona arancione ma rimarrà in zona gialla. Questa sera il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà l'ordinanza che entrerà in vigore da domenica 10 gennaio. Con un Rt a 0,98%, nonostante l'aumento dei casi che aveva preoccupato le autorità politiche e sanitarie, il Lazio non andrà quindi incontro a misure più restrittive. Passano invece in area arancione le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Una decisione nient'affatto scontata quella di mantenere il Lazio in zona gialla, data l'impennata di contagi che si è avuta negli ultimi giorni, con 2mila casi registrati mercoledì 6 gennaio (era dal 28 novembre che non erano così alti), e le terapie intensive piene oltre la soglia critica.

Aumentano i casi, ma Rt rimane a 0,98%

L'Rt al 0,98% segnala che al momento nel Lazio la situazione è sotto controllo. I casi sono aumentati, ma non tanto da giustificare nuove restrizioni, almeno per il momento. Non è detto infatti che se la situazione non migliori – anzi – continui a peggiorare, non vengano disposte misure più stringenti. La permanenza in zona gialla, quindi, non vuol dire che si possa abbassare la guardia o tirare un sospiro di sollievo. Aveva già avvertito l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato: "Se anche una Regione dovesse in questa fase rimanere in zona ‘gialla’, non significa assolutamente abbassare la guardia, anzi devono aumentare i livelli di attenzione poiché le minori restrizioni rischiano di far impennare improvvisamente la curva – aveva dichiarato l'assessore – Il tema dei colori non è una classifica, noi ci affidiamo alle valutazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ma semplicemente una lettura dell’andamento della curva. La questione fondamentale è in questo momento avere più dosi di vaccino a disposizione. Dobbiamo correre”.

Le regioni in zona gialla: le misure

Saranno in zona gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Val d'Aosta. In queste regioni si potrà circolare liberamente all'interno della regione, salvo il limite del coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18, poi possono attivare servizio d'asporto e consegne a domicilio. Negozi aperti, non solo quelli che vendono beni essenziali. Restano chiusi invece le attività culturali, come teatri, musei e cinema, e quelle sportive, come palestre e piscine.