"In questo momento la struttura non è in stress da covid, ma siamo in un periodo di pre-allerta. Il virus ha un comportamento esponenziale, quando arriva lo fa rapidamente, e noi dobbiamo essere pronti a intervenire. Il problema è attualmente nel pronto soccorso, in sofferenza per il grande afflusso di persone". Così Andrea Cambieri, direttore sanitario dell'ospedale Gemelli, sulla situazione attuale nel nosocomio di Roma. Una situazione che al momento è sotto controllo e ben gestita, nonostante l'aumento dei contagi di coronavirus, arrivati ieri a oltre 2mila solo nella regione Lazio. "La situazione dei ricoveri per covid è relativamente tranquilla, stiamo tenendo il flusso in maniera ordinata e non abbiamo problemi", spiega Cambieri. La Regione Lazio prevede un incremento dei ricoveri nel prossimo periodo e ha messo le strutture ospedaliere in uno stato di pre-allerta. "I numeri che ci sono ora sono quelli di un mese fa, ma c'è un aumento dei contagi che ci fa pensare possa esserci tra qualche giorno una ripresa dei pazienti che vengono al pronto soccorso. In questo momento però, non c'è uno stress da covid".

Situazione sotto controllo, ma stress al pronto soccorso

Nella Regione Lazio ci sono cinque scenari per la gestione della pandemia. Al momento si è nello scenario 4. "Per ognuno di questi, la Regione stabilisce quanti posti letto devono essere messi a disposizione – continua Cambieri – Il Gemelli, in questa situazione, ha a disposizione 417 letti per il covid così divisi: 328 ordinari, 69 di terapia intensiva e 20 di sub-intensiva. Ora non sono tutti utilizzati per il covid, quindi alcuni reparti li abbiamo messi a disposizione del pronto soccorso per gli altri ricoveri. Ovviamente, mano a mano che la pressione sul flusso covid aumenta, questi numeri si ripristinano". Al momento il livello dei posti occupati all'ospedale Gemelli è dell'80/90%. Numeri che, precisa Cambieri, sono relativi, perché bisogna confrontarli con l'intera rete. "Manteniamo un'osservazione puntuale e monitoriamo costantemente i numeri per capire come gestire la situazione". A costituire un problema, in questo momento, è il pronto soccorso. "Siamo carichi di pazienti non covid, cosa che non era successa né nella prima ondata, né a settembre/ottobre nella seconda. Nella prima c'era stato un calo assoluto, le persone avevano paura di venire al pronto soccorso. Nella seconda abbiamo registrato un calo del 30/40%, anche dovuto al lockdown, per cui c'erano meno incidenti stradali e meno persone che si facevano male. Adesso l'afflusso è molto alto".

Come il Lazio si prepara alla terza ondata

Cosa succederà nel caso la terza ondata dovesse investire il Lazio? "Nel caso si passi a uno scenario di tipo 5 avremo altri 100/120 posti letto covid in più – spiega Cambieri – Purtroppo dovremo andare a prendere posti che servono per altre cose, che andranno inevitabilmente in sofferenza perché bisogna fare delle scelte. A marzo avevamo 530 pazienti tra Gemelli e Columbus, ma non so se arriveremo di nuovo a una situazione di questo tipo. È logico però che a tavolino dobbiamo programmare tutti gli scenari: è come una partita a scacchi, siamo tre mosse avanti e sappiamo come muoverci". Intanto prosegue la campagna vaccinale nel Lazio, "un grande lavoro di squadra" che andrà avanti per tutto l'anno. Al momento, l'aumento dei contagi non sta avendo conseguenze negative su questo piano."Ora stiamo vaccinando gli operatori sanitari, dopodiché si andrà sulla popolazione generale. Poi, si vedrà".