Nel Lazio aumentano i casi di coronavirus: mai così tanti da 10 giorni, preoccupazione per Natale

Mai così tanti casi dallo scorso 6 dicembre, più di dieci giorni fa. Oggi i nuovi contagi diagnosticati nel Lazio hanno superato di nuovo la soglia dei 1500 nuovi casi giornalieri (1597 per la precisione). Per avere conferma di una possibile nuova crescita dei casi giornalieri bisognerà attendere i dati di domani e di dopodomani, ma l'assessore D'Amato ha avvertito: "Il dato odierno supera di 109 casi il dato del giovedì della scorsa settimana. Un segnale negativo che potrebbe indicare una inversione di tendenza che dobbiamo evitare. Ora servono senza indugi misure nazionali". Per la prima volta i casi sono in aumento come in aumento sono i posti letto occupati nelle terapie intensive, mentre i ricoveri ordinari sono ancora in calo. A Roma città i nuovi contagi salgono sopra quota 700 (oggi sono stati 767 contro i circa 500 dei giorni scorsi). Per avere dati più certi su un'eventuale nuova crescita dei contagi, come detto, bisognerà attendere il bollettino di domani. Il segnale, però, come ha chiarito anche l'assessore D'Amato, è "preoccupante".

Nelle prossime ore il governo deciderà sulle regole per Natale
Nelle prossime ore il governo dovrebbe decidere ufficialmente in merito alle nuove regole per le festività natalizie, che saranno sicuramente più dure di quelle attualmente in vigore e stabilite nel dpcm firmato dal presidente Conte lo scorso 3 dicembre. Da quello che filtra il governo dovrebbe imporre una sorta di zona rossa per i giorni festivi e prefestivi, con limitazioni meno stringenti per il 28, il 28 e il 30 dicembre. Negli altri giorni, invece, probabilmente saranno vietati tutti gli spostamenti, anche quelli all'interno dello stesso comune. È certo, inoltre, che un'eventuale crescita dei casi in regioni come il Lazio certamente non sarà d'aiuto al governo per valutare misure meno rigorose per Natale e Capodanno. L'obiettivo della Regione e dell'esecutivo è quello di scongiurare un'eventuale terza ondata della pandemia da coronavirus nel nostro Paese. Terza ondata che arriverebbe, stavolta, con la seconda ancora in corso e con i reparti di terapia intensiva e ordinari tutt'altro che vuoti.