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Morto Mario Merlino, neofascista di Avanguardia Nazionale che si voleva far passare per anarchico

Merlino aveva 81 anni. Militante neofascista negli anni Sessanta, si spostò negli ambienti anarchici. Fu imputato e poi assolto nel processo per la Strage di Piazza Fontana.
A cura di Francesco Esposito
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Mario Merlino (Foto da Facebook)
Mario Merlino (Foto da Facebook)

È morto a Roma Mario Merlino, storico militante neofascista che partecipò attivamente agli scontri di Valle Giulia nel 1968 e fu indagato e poi assolto nel processo sulla Strage di piazza Fontana. Aveva 81 anni e, ritiratosi dalla vita politica attiva, ha a lungo insegnato storia e filosofia nel liceo "San Francesco d'Assisi" di Centocelle.

Mario Merlino: dal Movimento Sociale ad Avanguardia Nazionale

La parabola politica di Merlino fu fra le più singolari degli anni Sessanta e Settanta del Novecento italiano. Inizialmente iscritto al Movimento Sociale Italiano, ne uscì nel 1965. Questo fu un anno di svolta per lui: a maggio partecipò al Convegno sulla guerra rivoluzionaria che si tenne all'hotel Parco dei Principi e che riunì molti grandi nomi dell'estrema destra italiana, poi aderì ad Avanguardia Nazionale, formazione creata dal terrorista Stefano Delle Chiaie, morto nel 2019.

Dal neofascismo all'anarchismo

Nel 1968 partecipò anche alla battaglia di Valle Giulia dell'1 marzo, in cui gli studenti universitari si scontrarono con la polizia per provare a occupare la facoltà di Architettura della Sapienza. Dopo il "Maggio francese" si avvicinò agli ambienti anarchici, pur senza rinnegare il suo passato neofascista.

Insieme a Pietro Valpreda, fu tra i fondatori del circolo anarchico "22 marzo", ma venne accusato di essersi infiltrato per contro di Avanguardia Nazionale. Quando Valpreda fu accusato della strage di piazza Fontana a Milano, Merlino e altri esponenti del circolo vennero arrestati e poi imputati nel processo che ne seguì. Nel 1987 è stato assolto in via definitiva dalla Corte di Cassazione.

L'insegnamento e il teatro

Divenne poi docente di storia e filosofia al liceo San Francesco d'Assisi di Roma e iniziò una attività culturale di chiara ispirazione neofascista. Scrisse rappresentazioni teatrali sulla figura dello scrittore giapponese Yukio Mishima e successivamente allestì gli spettacoli La rosa fra i denti, un'antologia in omaggio alla Xª Flottiglia MAS, e Rapsodia in nero, un mix di musica e letteratura sulla morte di Mussolini. Ha scritto anche un libro autobiografico intitolato E venne Valle Giulia.

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