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Morto Stefano Delle Chiaie: il neofascista, ex latitante, era accusato della strage di Bologna

Fondatore di Avanguardia Nazionale, primula nera del neofascismo italiano, ricercato per oltre quarant’anni dai servizi segreti, è morto la notte scorsa nell’ospedale Vannini. Aveva 83 anni.
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A cura di Biagio Chiariello
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Stefano Delle Chiaie è morto la notte scorsa presso l’ospedale Vannini di Roma. Aveva 83 anni. Accusato di concorso in strage nell’attentato di Bologna del 2 agosto 1980, era un noto esponente della destra radicale e della destra spiritualista in seno al Movimento Sociale Italiano e fondatore di Avanguardia Nazionale.

La gioventù di Delle Chiaie

Nato a Caserta nel 1936 per anni, pur di sfuggire alla Giustizia italiana, ha vissuto da latitante fino a quando il 27 marzo del 1997 a Caracas non venne catturato dalla Polizia italiana. Appena 14 anni, aveva aderito all'MSI per poi uscirne pochi anni dopo insieme a Pino Rauti e fondare il Centro Studi Ordine Nuovo. Nel 1962 lascia anche Rauti per fondare l’Avanguardia Nazionale Giovanile che in seguito si scioglie dopo gli arresti dei suoi militanti. Nel 1965 prende parte al famigerato convegno dell’hotel Parco dei Principi dei neofascisti italiani e nel 1966 organizza la prima azione di depistaggio affiggendo manifesti che inneggiavano all’Unione Sovietica Stalinista: anni dopo affermò che si trattava di un’azione voluta dalla CIA e da ambienti anticomunisti italiani.

La latitanza

Nel 1969 Delle Chiaie finisce nell’inchiesta su Piazza Fontana e, poco prima di testimoniare, decide di fuggire in Spagna. Nel 1974 conosce Pinochet e si trasferisce in Cile dove è coinvolto nell’attività di propaganda del dittatore. Da lì trova rifugia in diversi paesi sudamericani dove è inseguito da un mandato di cattura per concorso in strage. Durante una di queste fughe, in Bolivia, viene ferito gravemente da agenti italiani del SISDE e della CIA. Si fa poi arrestare in Venezuela.

Dai legami con la P2 alla politica

Stefano Delle Chiaie viene accusato di aver preso parte al tentato Golpe Borghese del 1970: si difende affermando di trovarsi a Barcellona in quel periodo anche se dalla relazione di Guido Paglia veniva definito attivo. Le indagini sulla strage di Bologna confermano i suoi legami con la massoneria e con la P2. Viene successivamente indagato e scagionato anche per gli attentati ai treni dal giudice Salvini. Nel 1991, dopo aver fondato l’agenzia di stampa Publicondor, organizza a Pomezia un incontro fra le figure storiche della destra extraparlamentare insieme ad Adriano Tilgher, che sancisce la nascita della Lega Nazionale Popolare che si presenta nelle liste della Lega delle Leghe nel 1992 ottenendo scarso successo politico.

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