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Strage di Viareggio, dopo 17 anni condanne definitive: in carcere l’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti

Condanne definitive per tutti i 12 imputati di uno dei più gravi incidenti ferroviari avvenuti nel nostro paese, costato la vita a 32 persone bruciate vive dalle fiamme, tra cui tre bambini. Cinque anni all’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete ferroviaria italiana Mauro Moretti per il quale si aprono ora le porte del carcere.
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A 17 anni dalla strage di Viareggio, costata la vita a 32 persone bruciate vive dalle fiamme, sono arrivate oggi le condanne definitive per uno dei più gravi incidenti ferroviari avvenuti nel nostro paese. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per tutti i dodici imputati compreso l'ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete ferroviaria italiana Mauro Moretti per il quale si aprono ora le porte del carcere. Per la terribile tragedia avvenuta nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio alle ore 23:49 del 29 giugno 2009, quando un carro merci cisterna pieno di GPL deragliò ed esplose interessando tutta l'area circostante, sul banco degli imputati erano finiti ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del treno deragliato e dell'infrastruttura ferroviaria.

Tra perizie, controperizie e analisi tecniche erano trascorsi cinque anni prima che il processo avesse inizio in primo grado davanti al Tribunale di Lucca. Ce ne sono voluti altri dodici e un appello ter per arrivare poi alla sentenza definitiva delle scorse ore quando i giudici della Suprema Corte hanno confermato le condanne per tutti gli imputati. Si tratta dell'ex ad di Fs e Rfi Mauro Moretti, (5 anni). l'ex ad di Rfi Michele Mario Elia (4 anni, 2 mesi e 20 giorni); Mario Paolo Pizzadini, manager di Cima Riparazioni (2 anni, 10 mesi e 20 giorni); Daniele Gobbi Frattini, responsabile tecnico di Cima Riparazioni (2 anni, 10 mesi e 20 giorni); Mario Castaldo, ex direttore della divisione Cargo Chemical (4 anni), Uwe Kriebel, operaio dell'officina Junghental (Germania) (4 anni, 5 mesi e 10 giorni); Helmut Broedel, funzionario dirigente dell'officina Junghental di Hannover, (4 anni, 5 mesi e 10 giorni); Andreas Schroeter, tecnico di Junghental, (4 anni e 8 mesi); Peter Linowski, amministratore delegato di Gatx Rail Germania, (6 anni); Rainer Kogelheide, amministratore delegato di Gatx Rail Austria, (6 anni); Roman Meyer, responsabile della flotta carri di Gatx Austria, (5 anni, 6 mesi e 20 giorni); Johannes Mansbart, manager di Gatx Rail Austria, (5 anni e 4 mesi). La sentenza era già diventata definitiva per Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia, condannato a 4 anni e 2 mesi è finito in carcere due anni fa.

Mauro moretti nel 2009
Mauro moretti nel 2009

L'avvocato di Moretti ha già annunciato che nelle prossime ore l'ex amministratore di Ferrovie dello Stato si costituirà in carcere ma non ha rinunciato a definire la condanna come vergognosa. "Sono indignata da questo risultato, che trovo vergognoso per la giustizia italiana" ha detto l'avvocata Ambra Giovene, aggiungendo: "È ingiusto per le persone che vengono travolte da questo esito, per alcuna delle quali significa aprire le porte del carcere per un reato colposo per il quale l'ingegnere Moretti non è colpevole. E non lo dice il suo avvocato ma lo dicono le carte. Dispiace per i familiari delle vittime che devono inchinarsi, come ci inchiniamo noi, a questa sentenza ma c'è niente da festeggiare, per noi e per loro".

Al centro della ricostruzione dell'accusa una lunga serie di omissioni e di mancate valutazioni dei rischi che hanno portato poi alla terribile tragedia costata la vita a 32 persone, fra cui tre bambini, e al riferimento di oltre un centinaio. La sentenza è stata accolta come emozione e lacrime da Daniela Rombi, la presidente dell’associazione delle vittime della strage di Viareggio. “Dopo sette gradi di giudizio è finita, lo dovevo alla mia bambina. Non c’è nulla da festeggiare, mia figlia non torna a casa stasera. Ma questo è un segnale di speranza per la giustizia” ha commentato a caldo con Repubblica, ricordando la figlia 21enne morta dopo oltre un mese di agonia in ospedale per le gravissime ustioni riportate nello scoppio. "Adesso basta tribunali, basta attese, basta sentenze. E’ venuta l’ora di un po’ di giustizia. Ci è voluto tanto, troppo, ma ce l’abbiamo fatta” ha aggiunto ricordando che Moretti "Non ha mai avuto l’umiltà di chiedere scusa, ha parlato di spiacevole episodio mancandoci di rispetto perché era evidente che qui c’erano mancanza gravissime delle Ferrovie".

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