Claudio Razeto, giornalista e storico romano, è deceduto. Collaboratore de Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Paese Sera, Ansa, Omega Fotocronache, corrispondente di guerra dal Kosovo tra il 1998 e il 1999, si è spento a 56 anni a causa di una grave malattia che lo aveva colpito alla lingua e gli aveva fatto anche perdere la voce. Un colpo durissimo per lui, un comunicatore d'alto livello che con la voce amava raccontare storie e informare milioni di persone. Si era sottoposto a radioterapia, e in un primo momento il problema sembrava risolto. Poi lo scorso anno una recidiva e l'intervento chirurgico, una laringectomia totale bilaterale con la quale gli avevano asportato la lingua, le corde vocali e i linfonodi.

Morto Claudio Razeto, una vita per la comunicazione

Cresciuto a Casal Palocco, Claudio Razeto aveva anche ottenuto il brevetto di pilota a 17 anni. Figlio di un comandante di Boing 747, da lui aveva ereditato la passione per il volo, anche se poi ha preferito continuare per un'altra strada. Quella dello studio e del giornalismo. Razeto ha scritto una decina di libri storici, relativi soprattutto alla prima e alla seconda guerra mondiale. Ultimamente collaborava con il blog Men's Live, per il quale aveva anche commentato i recenti avvenimento negli Stati Uniti, con l'irruzione dei supporter di Donald Trump al Congresso. Solo pochi giorni fa, un altro tragico avvenimento, con il padre venuto a mancare. Increduli parenti e amici, che a distanza di pochissimo tempo hanno dovuto salutare anche Claudio. I funerali di Razeto si terranno domani, lunedì 25 gennaio alle 15, nella chiesa di San Timoteo a Casal Palocco.