Erico Nicoletti è morto all'età di ottantaquattro anni, affetto da gravi problemi di salute. Noto per essere il cosiddetto ‘cassiere' della Banda della Magliana, è deceduto ieri, giovedì 3 dicembre, nella clinica romana Villa Mafalda, nei pressi di piazza Vescovio. La sua persona è diventata personaggio, il ‘Secco', insieme ad altri, di Romanzo Criminale, libro dalla penna di Giancarlo De Cataldo, che nel 2005 è diventato film diretto da Michele Placido (con Stefano Fresi) e poi serie tv prodotta da Sky tra 2008 e 2010 (con Vincenzo Tanassi). Enrico Nicoletti affonda le sue radici in Ciociaria, originario del Comune di Monte San Giovanni Campano, in provincia di Frosinone, da giovane era un carabiniere. Un soprannome quello di ‘cassiere' della Banda della Magliana, che negli anni ha sempre rifiutato, come ha rinnegato di aver ricoperto un ruolo all'interno dell'organizzazione criminale.

Nicoletti accusato di aver gestito i capitali della Banda della Magliana

Nicoletti è finito in manette per la prima volta nel luglio del 2011, con l'accusa a suo carico del reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di millantato credito, truffa, usura, falso, riciclaggio e ricettazione. Due anni più tardi è uscito dal carcere ed è stato trasferito ai domiciliari, a causa dele sue condizioni di salute. Ed è proprio in carcere, al Regina Coeli, che ha conosciuto Enrico De Pedis, ‘Renatino', il Dandy di Romanzo Criminale. Reso celebre dal personaggio ‘il Secco'. La sua villa in viale di Porta Ardeatina, confiscata, è diventata la Casa del Jazz.

"Nicoletti collettore di più mondi criminali"

Nicoletti era "il collettore di più mondi criminali, con collegamenti indubbi con la politica e la pubblica amministrazione. Chiaramente aveva un tasso criminale molto elevato – spiega all'Adnkronos sottolinea il magistrato Otello Lupacchini, che ha svolto indagini sulla Banda della Magliana – Con lui muoiono probabilmente segreti che si porterà dietro per le attività che ha compiuto, a partire dall'intervento che ebbe nell'ambito del sequestro Cirillo per il pagamento del famoso riscatto. E tanto altro. Aveva rapporti con tutti – racconta Lupacchini – con la ‘ndrangheta, con i napoletani, con la Banda della Magliana e associati. Una volta riuscì nell'impresa di mettere intorno ad un tavolo i capi di camorra, mafia, ‘ndrangheta e Magliana".