Morta Pamela Schettino, ‘Er donna’ di Amore Tossico: ultima sopravvissuta del cast insieme a Michela Mioni

È morta Pamela Schettino, celebre interprete del personaggio di Er Donna nel cult Amore Tossico del regista Claudio Caligari. La sua spiccata ironia, cristallizzata nelle battute sferzanti in un romanesco purissimo, ha contribuito a sdrammatizzare con un umorismo feroce la profonda angoscia che caratterizza la pellicola neorealista del 1983. Schettino ha prestato il volto e la sua irriverenza alla figura transgender del gruppo guidato da Cesare.
Le scene iconiche: dalla "confessione" in ospedale a "bello su tutte le rote"
Tutto il film è caratterizzato dall'alternanza tra momenti surreali e irriverenti con altri in cui si perde ogni traccia di ironia per mostrare senza filtri il dramma dell'eroina nella Roma degli anni '80. Dei primi, Pamela Schettino è stata la protagonista assoluta, incarnando un umorismo a tratti dissacrante. Come nella sequenza dello scherzo alla suora in ospedale: "Sorella madre… gli volevo di' una cosa… se posso, mi vergogno un pochetto, non so come dirglielo… ma perché a me mi piace tanto il c***o?", confessa Er Donna alla religiosa in un frammento di pura e spietata vitalità di borgata, totalmente priva di peli sulla lingua.
E poi ancora l'apparente mancanza di empatia verso le altre ragazze del gruppo, spesso pesantemente sotto l'effetto dell'eroina. Schettino le osserva come fosse a uno spettacolo, incitandole con un'ironia tagliente: "Oh mettece più impegno, più sexy, fagli vedere chi sei!", per poi rendersi conto della loro assenza totale e commentare: "Madonna quant'è stranvata…".
Un'altra scena culto è quella degli incontri notturni nei locali o in strada con gli altri protagonisti del film. È qui che pronuncia la frase diventata forse la più celebre: "Ciao amore… bello su tutte le rote!" è l'espressione gergale che indica l'apice dello sballo, l'alterazione totale da eroina. La naturalezza, quasi affettuosa, con cui Er Donna la pronuncia, incarna l'accettazione disincantata di quel mondo: l'essere "fatti" non è più un'anomalia, ma lo stato normale delle cose e delle persone che la circondano.
In queste scene emerge tutta l'essenza del personaggio voluto da Caligari: una figura che esorcizza il degrado e la morte imminente con la risata e la provocazione.
La doppia marginalità del personaggio di Er Donna
Come quasi tutto il cast del film, Schettino non era un'attrice professionista, ma una vera tossicodipendente dell'epoca. Questo conferisce al personaggio un realismo devastante: il suo sguardo, il modo di parlare e la gestualità non sono recitati, ma presi dalla strada. Ma dietro l'ironia tagliente de Er Donna, si nasconde uno spaccato sociale ancora più profondo: la doppia discriminazione legata all'uso dell'eroina da una parte e alla sua identità sessuale dall'altra, in un ambiente di borgata maschilista e brutale.
Il cast originale, composto da Cesare, Michela, Enzo, Ciopper, Loredana e Mariuccio, è stato falcidiato nel tempo da morti premature e Pamela era, insieme a Michela Mioni, una degli ultimi testimoni ancora in vita del periodo rappresentato nella trilogia di Claudio Caligari: Amore tossico, L'odore della notte e Non essere cattivo.