Morlupo, crolla una palazzina inagibile. L’uomo creduto disperso: “Ho sentito uno scricchiolio”

Prima il ritrovamento dei documenti all’interno dell’abitazione, poi il recupero del telefono cellulare e una serie di chiamate senza risposta, almeno quindici, forse venti. Infine, l’attivazione della macchina dei soccorsi. Ma l’uomo inizialmente dato per disperso dopo il crollo di una palazzina a Morlupo, nel pomeriggio di domenica 25 gennaio, si è presentato da solo, alle spalle dei soccorritori, quando ormai le ricerche erano in pieno svolgimento.
"Ho sentito uno scricchiolio, poi la camera è venuta giù. Mi trovavo dall’altro lato e non sono precipitato", racconta l’uomo, residente a Roma, che occupava l’appartamento nonostante fosse dichiarato inagibile. L’allarme era scattato intorno alle 16, quando i carabinieri della stazione di Castelnuovo di Porto, insieme alla polizia locale di Morlupo, avevano rinvenuto i suoi documenti tra le macerie. Dopo un controllo nelle banche dati era stata individuata l’utenza telefonica, ma i ripetuti tentativi di contatto non avevano avuto esito.

Le ricerche dell'uomo dopo il crollo a Morlupo
Da lì l’avvio delle operazioni di soccorso, con l’intervento dei vigili del fuoco, del reparto USAR e delle unità cinofile. Le ricerche si sono concentrate tra le macerie dell’edificio, scivolate lungo il costone. Solo intorno alle 19, però, l’uomo si è presentato spontaneamente: era riuscito a mettersi in salvo prima del crollo completo della palazzina.
Una notizia che ha sollevato il sindaco di Morlupo, Ettore Iacomussi: "La palazzina faceva parte di un complesso nel centro storico. Si tratta di edifici evacuati già da diversi anni per gravi problemi strutturali. L’uomo si trovava all’interno nonostante l’inagibilità. Fortunatamente è riuscito a scappare appena ha sentito il crepitio delle mura".
Nel frattempo, per motivi di sicurezza, sono state evacuate le abitazioni ai civici 9, 11 e 13, dove sono state riscontrate crepe esterne. È stato consentito il rientro fino al civico 7.

La palazzina fra quelle dichiarate inagibili nel 2008
Le abitazioni erano state dichiarate inagibili dopo una scossa di terremoto nel 2008. A ricordarlo è Sonia Lippi, residente evacuata da via dell’Indipendenza, ora in attesa di rientrare: "Sono passati diciotto anni. Avrebbero dovuto realizzare un muro di contenimento per mettere in sicurezza il costone, soggetto a erosione. I lavori non sono mai stati fatti e oggi abbiamo rischiato la tragedia".
Un rischio noto anche all’amministrazione comunale. "Il maltempo di oggi potrebbe aver fatto da detonatore", conclude il sindaco, "agendo su un edificio che presentava criticità strutturali segnalate da tempo".
