Michela Andretta morta dopo un’operazione all’orecchio: rinviati a giudizio 3 medici

Era stata sottoposta a un'operazione all'orecchio per la rimozione di un angioma benigno, ma è morta in sala operatoria. È quanto accaduto a Michela Andretta, ventottenne romana. La causa del decesso sarebbe un laringospasmo dovuto a un errore nell'intubazione: per questa ragione la Procura, tramite il pm Francesco Marinaro, ha chiesto il rinvio a giudizio per tre medici della clinica dove è stata sottoposta la giovane all'operazione con l'accusa di omicidio colposo. A rischiare di finire a processo, in particolare, sono il primo chirurgo, l'aiutante e l'anestesista. Sul caso si pronuncerà il gup il prossimo settembre.
Dopo l'archiviazione il pm chiede il rinvio a giudizio per tre medici
La richiesta di rinvio a giudizio per i tre medici arriva dopo quella di archiviazione, bocciata dal gip con l'aggiunta di supplemento di indagini per cercare di ricostruire ancora più nel dettaglio quanto accaduto in quel tragico 3 maggio 2024 quando Andretta, ventottenne di professione estetista, si è sottoposta all'intervento da tempo programmato. L'intervento sarebbe dovuto durare un'ora, ma durante la permanenza in sala operatoria le è stato diagnosticato un laringospasmo dopo la rimozione dell'angioma.
Le complicazioni dopo l'operazione e la morte di Michela Andretta
A mezzogiorno e 50 la ventottenne è stata spostata in sala del risveglio, rimossa la maschera laringea. Poi le complicazioni. In breve tempo si sarebbe verificata una crisi respiratoria scambiata dai medici per un'embolia polmonare. L'intubazione per cercare di salvarla sarebbe stata dunque eseguita in un modo diverso da quello necessario per aiutare la giovane a sopravvivere. Ma un'ora dopo, alle 13.56, ha perso la vita.