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Manifesta in uniforme allo sciopero per Gaza, richiamato vigile del fuoco: “Violato il codice disciplinare”

Il dirigente sindacale di USB ha ricevuto una contestazione disciplinare per aver partecipato in divisa alla manifestazione del 22 settembre a Roma, in occasione dello sciopero generale per Gaza.
A cura di Simona Berterame
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Paolo Cergnar, del coordinamento nazionale Usb Vigili del fuoco, è stato uno dei pompieri in testa al corteo del 22 settembre scorso a Roma per la Global Sumud Flotilla e per Gaza. Lui e altri suoi colleghi hanno sfilato in divisa dietro allo striscione con su scritto "Fermiamo lo Stato di Israele, sciopero generale".

La sua partecipazione e l'aver rilasciato anche diverse interviste ha portato ad una contestazione disciplinare, ricevuta da Paolo a metà ottobre. "Mi contestano di aver partecipato in divisa, secondo loro io avrei violato il codice di disciplina non considerando che io lì ero come rappresentante sindacale oltre che come vigile del fuoco. Io e altri miei colleghi abbiamo partecipato a manifestazioni indossando la nostra divisa decine e decine di volte. Ma quella del 22 settembre è stata enorme e con un'eco mediatica pazzesca. Stavolta le mie dichiarazioni hanno fatto molto più clamore, questo deve aver dato fastidio alla nostra amministrazione", spiega a Fanpage.it Paolo Cergnar.

Quel giorno lo avevamo incontrato anche noi di Fanpage.it e ai nostri microfoni aveva dichiarato: "Stiamo dando massima solidarietà al popolo palestinese è da più di 700 giorni sotto l'assedio israeliano".

La solidarietà dei colleghi

Non si è fatta attendere la solidarietà al sindacalista che a breve sarà ascoltato in audizione disciplinare. "Punite anche me, il 22 settembre c'ero anche io", recitano alcune locandine diffuse su Facebook con le foto di colleghi di Cergnar e alcune attiviste e attivisti. Su Change.org è stata lanciata una petizione dal titolo "Difendiamo i vigili del fuoco, hanno la PACE nel DNA; la pace non si condanna" a sostegno del sindacalista e che ha già raccolto più di mille firme.

Paolo attende di essere ascoltato per scoprire se ci sarà un provvedimento nei suoi confronti, ma nel frattempo lui rivendica tutto ciò che ha fatto durante quella giornata di sciopero: "Noi vigili siamo ambasciatori di buona volontà Unicef quindi sono orgoglioso di aver partecipato a quello sciopero e di averlo fatto in divisa – ribadisce a Fanpage.it – Non sono per nulla pentito, quello che ho fatto con i miei colleghi e la sigla Usb lo rifarei mille volte. Nessuno ci può impedire di scendere in piazza e può cercare mettere il bavaglio al nostro corpo ".

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