L’ex cinema Palazzo di San Lorenzo volta pagina: domani riapre con teatro, aule studio e bar

Vuole essere tante cose il nuovo cinema Palazzo di piazza dei Sanniti a San Lorenzo: teatro, sala concerti, aula studio, listening bar, spazio per mostre d'arte e chissà che altro. Il progetto che aprirà le porte domani venerdì 10 aprile si chiama ‘Palazzo San Lorenzo' e vuole fare cinema in una maniera contemporanea, sostenibile economicamente. A portarlo avanti un gruppo di giovani imprenditori del settore dello spettacolo, già impegnati con il locale Alcazar di Trastevere, che per il momento ha ottenuto una concessione da parte della proprietà dell'edifici. Dall'affitto di 10mila euro al mese, però, si potrebbe presto arrivare a un acquisto se le cose dovessero andare bene.
Palazzo San Lorenzo promette di integrarsi nel peculiarissimo tessuto sociale del quartiere fatto di associazioni, volontariato, centri sociali, movida universitaria. Nella sua comunicazione, però, manca una parte fondamentale della storia di quel luogo: l'occupazione che per quasi dieci anni ne ha fatto un centro culturale e politico importante per tutta la città.
Un nuovo progetto imprenditoriale al cinema Palazzo
"Dopo anni di silenzio un luogo storico di Roma torna a vivere – scrivono i nuovi gestori sulla pagina Palazzo San Lorenzo -. Il cinema si rifà spazio e fa spazio alle storie, agli incontri e alle possibilità". L'idea è collegare il nuovo – nel modo di fare cinema, teatro, ma anche socialità – a qualcosa che prima c'era e poi è stato interrotto. Il passato dell'edificio di piazza dei Sanniti, però, è fatto sì di cultura, ma anche di attivismo e lotta contro la speculazione edilizia e per una libera fruizione dell'arte.
Il cinema-teatro Palazzo aprì il sipario nel 1931. Colpito nel corso dei bombardamenti del 1943, fu ricostruito una volta finita la guerra. La sua è stata una storia dalle fortune alterne, tanto che negli anni Novanta divenne una sala da biliardo e poi un bingo. Anni in cui perse il suo palco, la sua platea, il boccascena e lo schermo. Seguì un periodo di abbandono, fino a che la proprietà (Costantino Paoletti, imprenditore di Frascati) non si accordò con la Camene SpA, società che ne voleva fare un casinò e centro scommesse. La notizia destò l'indignazione dei cittadini, degli artisti e delle associazioni di San Lorenzo, che il 15 aprile 2011 si riunirono e occuparono l'edificio in ristrutturazione. Da dentro la sala hanno lanciato un appello a chiunque volesse portare la propria arte all'interno dello spazio riaperto.
L'occupazione del 2011, lo sgombero e il nuovo abbandono
"Non è solo una rivendicazione del quartiere: è necessario ottenere garanzia dalle amministrazioni affinché lo spazio torni ad essere un cinema-teatro per artisti e cittadinanza con una programmazione partecipata e di qualità, destinata alla ricerca e alla contemporaneità", scrivevano gli attivisti nel documento firmato da nomi come Dario Fo, Franca Rame, Sabina Guzzanti, Elio Germano, Claudio Santamaria e Valerio Mastandrea. Nel corso degli anni tanti sono passati da quella sala che a breve riaprirà con una veste più trendy.

L'occupazione è stata sgomberata nel novembre 2020, sotto l'amministrazione di Virginia Raggi. Da quel momento è tornato l'abbandono. Nell'estate 2024 si vociferava di un interessamento di Roma Capitale all'acquisto dell'immobile, per cui la notizia della locazione ai ragazzi dell'Alcazar non è stata accolta con grande entusiasmo dagli ex occupanti. Inoltre, anche il locale di Trastevere era nato all'interno di un ex cinema, con tanto di indignazione della Soprintendenza capitolina per lo stravolgimento degli spazi.
"Cercheremo di essere in dialogo con la comunità"
Palazzo San Lorenzo, però, si presenta in una maniera molto diversa. Già definito parte del programma teatrale, con Sabina Guzzanti – fra i dodici denunciati per l'occupazione del 2011 – che tornerà in Piazza dei Sanniti con il suo spettacolo "Liberidì, Liberidà" il 22 maggio. Mentre la vocazione cinematografica e la programmazione in sala sarà affidata ad ArteSettima, collettivo under 35 che studia e parla di cinema attraverso social, podcast e – da poco – una rivista e che a proposito scrive: "Questo sarà un luogo dove chiunque ami quest’arte può aggiungere qualcosa al discorso necessario che oggi si può fare sul cinema. Dove bellezza e politica parlino. Cercheremo di essere sempre in dialogo con la comunità del luogo e la nuova community che si creerà attorno a questo progetto, generazionale e stabile allo stesso tempo".
Film, spettacoli, stand up comedy riempiranno il palco del Palazzo e questo è un'ottima notizia rispetto alla prospettiva di abbandono o del casinò. In piazza dei Sanniti, però, continuerà a mancare quel luogo aperto, contaminato, innovativo e resistente sgomberato in un giorno di novembre del 2021.