Opinioni
25 Novembre 2021
15:14

Un anno fa lo sgombero del Cinema Palazzo: 365 giorni dopo non è cambiato niente

Un anno fa lo sgombero del Cinema Palazzo a San Lorenzo faceva perdere a Roma una delle esperienze culturali più ricche e prolifiche della città. Cosa farà ora l’amministrazione di Roberto Gualtieri? Il Cinema Palazzo potrà essere finalmente restituito ai cittadini?
A cura di Valerio Renzi

Oggi un anno fa San Lorenzo si svegliava invaso dai blindati alle forze dell'ordine: Piazza dei Sanniti viene blindata e si procede con lo sgombero del Nuovo Cinema Palazzo. Ancora una volta una delle esperienze culturali più avanzate ed originali nate in città finiva drammaticamente con l'intervento delle forze dell'ordine. Un giorno triste per Roma, piovoso come oggi e un po' più freddo. Una sconfitta per tutti, soprattutto per la politica che non ha saputo parlare un linguaggio diverso da quello dell'uso della forza. Oggi 365 dopo non è cambiato niente: gli ingressi del cinema – che ha ospitato centinaia di spettacoli, concerti, dibattiti, incontri fruibili da chiunque gratuitamente – sono ancora murati.

Il Cinema Palazzo era stato occupato nel 2011. Doveva essere un'azione poco più che simbolica per impedire che all'interno si realizzasse un bingo, proprio quello che non serve il gioco d'azzardo in un quartiere già segnato dalle presenze criminali e dai problemi connessi alla cosiddetta "movida". Ma poi è successo qualcosa: aperto quel portone è stato subito chiaro cosa serviva a San Lorenzo, uno spazio aperto, attraversabile da anziani e bambini, che facesse cultura senza fare profitta, che creasse un luogo dove parlare del quartiere e dei suoi problemi. E l'avventura è continuata per molti giorni ancora cambiando in meglio la qualità della vita di migliaia di cittadini di San Lorenzo, contribuendo a tenere viva Roma in anni difficili.

Subito dopo lo sgombero la ormai ex sindaca Virginia Raggi aveva esultato per il "ripristino della legalità", tranne poi fare marcia indietro nel giro di una manciata di ore chiarendo che si sarebbe impegnata per una destinazione pubblica dello stabile e a incontrare gli occupanti. E così in effetti è andata c'è da dire. Raggi incontra una rappresentanza degli occupanti assieme a diversi esponenti della giunta e si dice disponibile a trovare una soluzione con la proprietà. Il Campidoglio procede a una valutazione dell'immobile e offre alla proprietà poco meno di 1 milione di euro, cifra di fronte alla quale i proprietari del mobilificio Paoletti di Frascati, che possiedono centinaia di immobili tra cui la sala di piazza dei Sanniti, non accettano neanche di sedersi al tavolo ritenendola insufficiente.

Poi non è accaduto più nulla. La proprietà non sa che farsene dello spazio di via dei Sanniti, visti anche i vincoli presenti sul quartiere. Si parlava di un supermercato, ma non ci sarebbe stata nessuna richiesta di cambio di destinazione d'uso. Alla fine le serrande del Cinema Palazzo rimangono murate, la sala vuota e piazza dei Sanniti, dove piante e tavoli avevano strappato un po' di vivibilità per tutti al cemento, è tornata a essere solo un parcheggio.

San Lorenzo poi rischia di venire ulteriormente desertificata: rischia di finire all'astalo spazio Communia a via dello Scalo di San Lorenzo e in fondo a via dei Reti Esc Atelier è stato condannato da una sentenza punitiva e incomprensibile a versare nelle case del Campidoglio oltre 200.000 euro. Ieri in oltre 300 si sono riuniti in un'assemblea per portare la loro solidarietà a Esc e chiedere che l'amministrazione trovi una soluzione. Erano presenti anche l'assessore Andrea Catarci e l'assessora Claudia Pratelli, oltre a un nutrito gruppo di consiglieri comunali del PD e della sinistra, Sant'Egidio e Marta Bonafoni per la Regione Lazio. Cosa farà ora Roberto Gualtieri? Il Cinema Palazzo potrà finalmente riaprire in qualche modo? Esc e Communia potranno continuare a produrre progetti sociali e cultura? È una questione di volontà e di coraggio politico.

Giornalista pubblicista e capo area della cronaca romana di Fanpage.it. Ho collaborato prima prima di arrivare a Fanpage.it su il manifesto, MicroMega, Europa, l'Espresso, il Fatto Quotidiano. Oltre che di fatti e politica romana mi occupo di culture di destra e neofascismi. Ho scritto per i tipi di Edizione Alegre "La politica della ruspa. La Lega di Salvini e le nuove destre europee" (2015) e per Fandango Libri "Fascismo Mainstream" (2021).
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