Aggredisce e strangola l’ex fidanzata, poi il pugno al volto: “Fai una brutta fine”
"Ho un esercito dietro di me". Una frase, una minaccia pronunciata quando la relazione tra i due era ormai finita e lei, una ragazza di 20 anni, aveva provato a conoscere un'altra persona. Da lì è cominciata una spirale di persecuzioni nei suoi confronti e in quelli del nuovo fidanzato: appostamenti, pedinamenti, insulti, intimidazioni. Nel febbraio 2025 l'episodio più violento, un'aggressione che le ha provocato una frattura al pavimento orbitario e le è costata un intervento chirurgico. L'ex, un 28enne residente a Castelnuovo di Porto, è finito agli arresti domiciliari, disposti dal gip del tribunale di Civitavecchia.
Le violenze durante la relazione e l'aggressione del febbraio 2025
Dovrà rispondere delle accuse di atti persecutori, lesioni personali aggravate e minacce gravi. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Ladispoli e avviate a settembre, in seguito alla denuncia presentata dalla vittima. Il quadro emerso dagli accertamenti è quello di un prolungato e drammatico susseguirsi di violenze, iniziate nel 2022 durante la convivenza tra i due e accentuate dall'abuso di alcol e droga da parte del ragazzo.
Tra gli episodi più gravi, come anticipato, quello risalente a febbraio 2025: lui le ha stretto le mani al collo fino a farle mancare il respiro, poi l'ha afferrata per i capelli, le ha fatto sbattere la testa sul pavimento e le ha sferrato un pugno al volto. La 20enne è stata per questo sottoposta a un delicato intervento chirurgico per la frattura scomposta del pavimento oculare.
Dopo la rottura, appostamenti e minacce al nuovo fidanzato
I due si sono lasciati, ma le violenze sono continuate. Appostamenti, pedinamenti, riprese video non autorizzate, insulti, sputi. Nel 2026, quando la ragazza ha conosciuto un altro, il 28enne ha cominciato a minacciare anche lui: "Ho un esercito dietro di me", "Fai una brutta fine".
Dopo le indagini, i carabinieri di Ladispoli hanno inviato un'informativa alla procura di Civitavecchia, che ha chiesto e ottenuto dal gip gli arresti domiciliari. Il 28enne è stato rintracciato a Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma.
"Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari, per cui gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva", ricordano i militari in una nota.