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Lavinio, presidente di +Europa insultato e spintonato per aver coperto il cartello “spiaggia privata”

Il presidente di +Europa Matteo Hallissey spintonato in uno stabilimento di Lavinio mentre protestava contro le attuali concessioni balneari e la gestione degli accessi al mare.
(Foto da instagram: Matteo Hallissey)
(Foto da instagram: Matteo Hallissey)

Il presidente di +Europa, Matteo Hallissey, è stato aggredito verbalmente e spintonato su una spiaggia di Lavinio, frazione di Anzio, sul litorale romano. Il politico italiano si è presentato ieri lunedì 29 giugno in uno stabilimento balneare per portare avanti la sua battaglia per un accesso libero e incondizionato al mare, contro quei concessionari che nella sua visione privatizzano illegalmente tratti di battigia, esigono pagamenti per il transito e impediscono ai cittadini di raggiungere l'acqua.

Accompagnato dal content creator Ivan Grieco, che tratta temi soprattutto politici, Hallissey ha piantato il solito ombrellone arancione e ha coperto la scritta ‘Spiaggia privata' con un adesivo che riportava ‘No alla lobby' (del mare ndr). Il video pubblicato sui canali social dell'ex segretario dei Radicali mostra la reazione del gestore, che ovviamente non ha visto di buon grado la protesta e ha travolto di insulti l'esponente di spicco del partito europeista. Nel video si vedono anche alcuni membri dello staff del lido spintonare con forza Hallissey, Grieco e il cameraman che filmava.

"Non ci sono diritti ereditari come nel Medioevo"

"Non esistono spiagge private — ha commentato Hallissey — Le spiagge sono di tutti e le concessioni di chi le gestisce vanno messe a gara, non possono diventare un diritto ereditario da passare di padre in figlio come nel Medioevo. Basta favori, basta proroghe, basta soprusi". Il riferimento è alla direttiva Bolkestein, la normativa europea che ha vietato i rinnovi automatici e le proroghe per i beni scarsi ma di alto valore economico, come le spiagge.

Un atto legislativo che nel 2006 avrebbe dovuto sancire la fine di 17 anni di diritto di insistenza, un meccanismo che prevedeva proprio il rinnovo automatico delle concessioni di spiaggia ogni 6 anni a favore del gestore uscente, azzerando di fatto ogni forma di reale concorrenza e di nuovi bandi pubblici. Le proroghe in Italia sono andate avanti fino al 2024, ma successivamente sia il Consiglio di Stato che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno emesso sentenze definitive che hanno blindato lo stop ai rinnovi automatici.

I comuni dovranno avviare e pubblicare i bandi di gara pubblica tassativamente entro il 30 giugno del prossimo anno, come stabilito nel 2024 dal Decreto Salva-Infrazioni, che di fatto ha costituito l'ultima proroga tecnicamente possibile: fino al 30 settembre 2027, gli stabilimenti potranno restare gli attuali aggiudicatari, dopodiché le concessioni non saranno più valide, salvo contenziosi in corso. Nel Lazio il Tar ha respinto i ricorsi dei gestori.

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