video suggerito
video suggerito

Latitante arrestata per rapine dopo sei anni in fuga: bloccata mentre aspettava i figli all’uscita di scuola

La donna si era trasferita a Milano dove aveva collezionato condanne per quasi dieci anni di carcere. Introvabile dal 2020, era tornata a Roma, dove è stata presa mentre aspettava i figli all’uscita di una scuola di Acilia.
I controlli dei carabinieri nel campo di vicolo Savini a Roma, San Paolo
I controlli dei carabinieri nel campo di vicolo Savini a Roma, San Paolo

Una latitanza durata sei anni. A tradire S.C. è stata la scuola di Acilia frequentata dai suoi bambini: dopo mesi di appostamenti, il 28 maggio scorso i carabinieri si sono trovati davanti la borseggiatrice e l'hanno bloccata proprio mentre aspettava due dei suoi sette figli all'uscita di un istituto pubblico della frazione romana. La donna, nata e cresciuta nella Capitale, fino ad oggi era riuscita ad evitare il carcere rimanendo spesso incinta.

I legami familiari mai interrotti, anche al Nord

Dopo il trasferimento a Milano, nel capoluogo lombardo la donna aveva collezionato condanne per furti e borseggio per quasi dieci anni di reclusione (nove anni e sei mesi). Dal 2020 però si era resa introvabile. E questo perché, come racconta il Messaggero, secondo i militari del comando provinciale di Milano la 38enne era rientrata nella sua città natale: a Roma è cresciuta nel campo rom di vicolo Savini, nella zona meridionale di San Paolo, che aveva lasciato per spostarsi al Nord. Ma era in costante contatto telefonico con i familiari. Come il padre, — anziano capo dell'insediamento — e il marito. Così, nell'ultimo anno e mezzo le ricerche si sono intensificate, portando i carabinieri a ricostruire con precisione la sua rete di relazioni, i suoi spostamenti e le sue abitudini.

Le ricerche nel campo e i pedinamenti del marito

Inizialmente i carabinieri della stazione di San Paolo e quelli della compagnia di Trastevere hanno battuto quasi tutti i luoghi dove la donna poteva nascondersi, a partire dal campo di vicolo Savini. Lì, in più occasioni i militari hanno effettuato censimenti a sorpresa o controlli fatti sembrare casuali, per non destare sospetti, ma di lei non c'era traccia. Gli investigatori hanno anche controllato i movimenti del marito di S.C., che non vive più nel campo. Gli inquirenti sospettano che la latitante avesse trovato rifugio nell'insediamento di Castel Romano, e i carabinieri avevano valutato l'impossibilità di effettuare controlli senza metterla in allarme in un area così grande, dove per altro è troppo complicato anche controllare le vie di accesso e di fuga.

L'ultima pista rimasta era quella dei figli della donna

L'ultimo elemento rimasto come possibile pista era il legame con i bambini. I carabinieri hanno puntato su quello, con numerosi appostamenti davanti alla scuola di Acilia. Dopo ore e ore di piantonamenti, i militari si sono trovati davanti proprio la ricercata, intenta ad aspettare due dei suoi sette figli all'uscita dell'istituto: dopo aver atteso che la donna salutasse i bambini e si allontanasse dall'ingresso principale, l'hanno avvicinata con discrezione e bloccata, non prima di averle permesso di riaccompagnare i bimbi a casa e di salutare il marito. La donna si è consegnata senza opporre resistenza e adesso si trova nel carcere femminile di Rebibbia.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views