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Amico di famiglia violenta una giovane disabile, arrestato in Perù latitante con una condanna a 6 anni

Era scappato in seguito alla condanna a 6 anni di carcere per violenza sessuale su una ragazza gravemente disabile, all’epoca poco più che ventenne. La polizia lo ha rintracciato a Lima, in Perù.
Immagine di repertorio
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È giunta al termine la fuga di un sessantaduenne condannato a sei anni di reclusione nel 2022 per violenza sessuale su una donna affetta sin dalla nascita da grave disabilità. Dopo anni di ricerche, la polizia di Stato ha fermato l'uomo a Lima, in Perù. I fatti che hanno dato il via alle indagini risalgono alla fine del decennio scorso e si sono svolti a Roma, quando la vittima, all'epoca poco più che ventenne, si trovava in Italia per delle cure specialistiche: accompagnata dai familiari, si muoveva tra la Capitale e la Toscana, alternando le terapie agli studi.

La fuga attraverso l'Olanda e le ricerche

Le ricerche non si sono mai fermate: dopo aver scontato una prima misura cautelare a seguito della condanna, l'uomo si era rifugiato in Perù. L'ormai ex latitante sarebbe riuscito a guadagnarsi la fuga, prima uscendo clandestinamente dall'Italia e poi, attraverso una tappa in Olanda, raggiungendo il suo paese d'origine. A braccarlo durante questo periodo di tempo sono stati gli uomini della polizia, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale e le autorità peruviane, scovando e fermando il fuggiasco a Lima. Resterà ora a disposizione della magistratura, in attesa dell’estradizione.

L'uomo era un amico della famiglia della vittima

È stato durante una delle permanenze a Roma della donna che il condannato l'ha violentata, anche grazie al rapporto di fiducia maturato come amico di famiglia. La ragazza era ospite nell'abitazione capitolina di alcuni parenti del 62enne: un altro elemento di cui l'uomo ha approfittato per muoversi con un certo grado di libertà.

Una volta rientrata in Toscana, la vittima ha trovato il coraggio di confidarsi con sua zia, facendo scattare la delicata indagine condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma, con il coordinamento dei magistrati della procura locale. Il quadro raccolto dagli inquirenti è poi servito come base per una condanna a 6 anni di reclusione, divenuta esecutiva nel 2022.

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