Jacopo Di Marzio torna in carcere a Viterbo per un residuo di pena: “La legge non mi permette di ricominciare a vivere”

Dopo tanto tempo passato a ricostruire la propria vita attraverso il lavoro e la musica, Jacopo Di Marzio tornerà in carcere al Mammagialla di Viterbo per scontare un residuo di pena di circa due anni e mezzo. Una sentenza che arriva dopo 20 anni, gli stessi 20 anni che Jacopo avrebbe compiuto di lì a poco, quando il fatto è stato commesso nel 2006. Oggi di anni ne ha 39. In quell'occasione, al termine di una lite sfociata in un'aggressione fisica, ha sottratto il portafoglio alla vittima, rapinandola di 200 euro. Per quel reato è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione, poi in appello la pena è stata ridotta a quattro anni e sei mesi e il 3 marzo 2026 è diventata definitiva con la sentenza della Cassazione.
Di Marzio: "La legge italiana vuole farmi pagare per un errore di 20 anni fa"
Subito dopo il verdetto, Di Marzio ha affidato ai social il proprio sfogo: "L’ennesimo maledetto déjà vu, questa infame lenta legge italiana – ha scritto su Instagram – non permette a quelli come me di ricominciare a vivere pagando dopo anni gli errori di un passato ormai lontano sia di tempo che da quello che sono oggi", rendendosi irreperibile per due mesi. Ma mercoledì 6 maggio si è costituito. Intorno alle 15.30 si è presentato al carcere Nicandro Izzo a Mammagialla di Viterbo, accompagnato dagli avvocati Katia Camilli e Remigio Sicilia.
L'annuncio sui social prima di costituirsi: "La mia corsa termina"
Poco prima di costituirsi, sempre attraverso i social Jacopo ha annunciato la decisione di rientrare: "La mia corsa termina. Due mesi non di vacanza. Ma è inutile allungare ancora il percorso e combattere da solo il sistema. Avevo detto che migliorate le cose mi sarei costituito per saldare l'ultimo conto del mio passato, che sia chiaro non rinnego. Nonostante, tra mille problemi, ero riuscito a essere diverso e migliore, in questa vita, dove per chi come me è marchiato dagli errori, è difficile rinascere. Pure se scendi dalla giostra, quella non smette di girare", si leggeva nel post.