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Mercato Arabo sulla Festa del sacrificio a Roma: “La porchetta non ci dà fastidio, è una fantasia perversa di Carabella”

Da settimane gli influencer del degrado – da Welcome to Favelas a Simone Carabella – sono scatenatissimi contro la Festa del Sacrificio che si terrà a Villa Gordiani.
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Per la festa musulmana di Eid al-Adha non ci sarà nessuna macellazione rituale di agnelli in pubblica piazza, ma la macchina del fango degli influencer del degrado non si ferma. Partendo da Welcome to Favelas, tutti i vari volti social dell'intolleranza di strada si stanno lanciando all'attacco dell'evento organizzato dalla Comunità islamica di Roma per domenica 31 maggio nel parco di Villa Gordiani. Come Simone Carabella, che ha annunciato la sua presenza con "pane, porchetta e Alvaro Amici". Provocazioni a cui i musulmani romani hanno iniziato a rispondere con ironia ma anche attenzione: "C’è gente che combatte per il salario minimo, gente che muore a Gaza… se Carabella vuole combattere per il panino con la porchetta, chi sono io per dirgli di no?", dice Rabeh Ibrahim El Kerchaoui del Mercato Arabo di Centocelle a Fanpage.it, "anzi, lo incoraggio pure. L’importante è combattere per qualcosa".

Nessuna macellazione in piazza e con pratiche illegali

Perché una festa religiosa suscita così tanta indignazione? Tutto è iniziato con l'accusa da parte di Welcome to Favelas di pratiche crudeli verso gli animali, montoni e agnelli, durante la festa che ricorda il sacrificio compiuto da Abramo dopo essere stato fermato da un angelo nell'atto di uccidere il figlio Ismaele, come richiestogli da Dio. Secondo la pagina di infointrattenimento vicina all'estrema destra europea e americana, "gli animali non vengono nemmeno storditi prima ma lasciati morire per sgozzamento facendo assistere alla scena tutta la famiglia, bambini compresi". Non solo: ha anche diffuso la bufala secondo cui le macellazioni sarebbero state effettuate all'interno dei centri sociali, una notizia totalmente priva di fondamento diffusa in modo irresponsabile con non si sa quali basi. Tutto ciò non accadrà ovviamente né lì né a Villa Gordiani, come chiarito a Fanpage.it dal presidente della Comunità islamica romana Ahmed Vall, che ha aggiunto: "Ogni tentativo di associare il nostro evento a pratiche illegali degradanti rappresenta una grave mistificazione della realtà".

"Non so perché Carabella pensa ci dia fastidio il pane con la porchetta"

Negli ultimi giorni è stato, invece, Simone Carabella ad attaccare la comunità islamica per la festa. L'influencer salito alla ribalta per documentare condizioni di degrado nel quartiere dell'Esquilino ha annunciato che andrà al parco di Villa Gordiani con un panino con la porchetta e la musica di Alvaro Amici, cantautore romanesco morto nel 2003. "Non riesco proprio a capire come queste cose possano dare fastidio a un musulmano – commenta El Kerchaoui -. Questa è una sua fantasia perversa. Lui pensa, nel suo immaginario, che il panino con la porchetta possa essere un grande repellente per un musulmano. A me fa ridere, ma da una parte mi fa pure pena. Non so cosa ti possa portare a fare un ragionamento del genere".

L'ironia contro l'islamofobia

Sui social Mercato Arabo e Comunità Islamica hanno iniziato a rispondere con attenzione, sottolineando come i tentativi di provocazione di questi personaggi non facciano che alimentare un clima di tensione che può diventare pericoloso, ma anche con ironia. "È l'unico modo per affrontarli – aggiunge El Kerchoui -. Io sono nato a Napoli, quindi l’ironia ce l’ho nel sangue. E sono arrivato alla conclusione che persone del genere non puoi contrastarle con la cultura, perché non sapresti neanche da dove iniziare. Non puoi sederti con loro e parlare dell’Islam nei Paesi arabi, del cristianesimo, eccetera. No, l'ironia è l’unico linguaggio che capiscono".

Così sono nati post che ai commenti come "Posso venire con il cammello?" rispondono con tutte le informazioni sui mezzi pubblici più comodi per raggiungere il parco di Villa Gordiani. Oppure l'innovativo "Spray al maiale con essenza di porchetta", che "non allontana i musulmani", ma "smaschera gli ignoranti". Una gag inserita in un post che spiega l'infondatezza di usare la carne di maiale come simbolo della difesa dei "valori giudaico-cristiani", espressione spesso usata dai conservatori europei e non solo, in quanto Gesù, ebreo di nascita, non mangiava la mangiava per motivi religiosi.

Un'osservazione puntuale e scherzosa a cui Carabella ha risposto rilanciando la sua provocazione condita da islamofobia esplicita – "Per religione andate con le macchine e con i tir addosso alle persone che passeggiano" – e accusando il Mercato Arabo di aver trasformato una "questione culinaria" in una "guerra di religione".

"Ma noi non abbiamo mai parlato di guerra. Né di religione – commenta El Kerchoui -. Vogliamo solo parlare di un evento dove ci saranno tantissimi bambini. Se lui vuole parlare di guerra, che lo faccia pure. Ci saranno la Digos, la sicurezza, tutto quello che serve. Ma noi andiamo lì per festeggiare. Io non riesco proprio a concepire un altro clima per questa festa". E non ci sarà bisogno di portarsi il panino da casa.

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