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Latina, smantellato gruppo criminale coinvolto nella guerra di spaccio: 16 arresti, sequestrato un arsenale

Maxi operazione della polizia tra Latina e altre province italiane. Sequestrati esplosivi, armi e droga. Contestati anche incendi intimidatori ed estorsioni.
A cura di Francesco Esposito
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Armi, droga, tritolo e perfino piani per attentati nella guerra tra gruppi criminali del territorio pontino. È questo lo scenario emerso dall’operazione della polizia di Stato scattata all’alba di martedì 12 maggio tra Latina e diverse province italiane, dove sono state eseguite 16 misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti a un’organizzazione criminale accusata di estorsioni, traffico di droga, detenzione di armi ed esplosivi, incendi intimidatori ed evasione.

L’operazione è stata coordinata dalla Squadra Mobile di Latina con il supporto delle mobili di Roma, Napoli, Caserta, L’Aquila, Frosinone, Rieti, Viterbo, Isernia e Benevento, oltre ai Reparti Prevenzione Crimine, unità cinofile ed elicotteri della polizia. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe controllato un vasto traffico di hashish, cocaina e crack nel capoluogo pontino, imponendosi sul territorio attraverso minacce, armi e azioni violente. Figura centrale dell’inchiesta sarebbe un pregiudicato 37enne di Latina, ritenuto uno dei principali referenti dell’organizzazione.

Le indagini sulla guerra per lo spaccio di Latina

Le indagini erano partite nel settembre 2025 dopo l’arresto di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle cosiddette Case Arlecchino, complesso di edilizia popolare di Latina dove poco prima era stato incendiato il portone di un condominio. Da lì gli investigatori hanno iniziato a ricostruire la rete criminale e le sue attività.

Uno dei passaggi chiave dell’inchiesta è stato il sequestro, nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026, di un arsenale nascosto in un appartamento a San Felice Circeo. All’interno gli agenti hanno trovato sette pistole, un silenziatore, centinaia di proiettili e quattro ordigni esplosivi. Uno di questi conteneva oltre 250 grammi di tritolo. Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche la pianificazione di attentati e azioni dimostrative legate alla cosiddetta "guerra criminale" che da tempo attraversa il territorio pontino.

Un arsenale a disposizione del gruppo

La rete di spaccio, secondo l’accusa, sarebbe stata operativa ventiquattr’ore su ventiquattro tra i quartieri Q5 e Borgo Piave, anche con consegne a domicilio. In una delle operazioni gli investigatori hanno sequestrato oltre un chilo di cocaina e circa 2,7 chili di hashish nascosti in un container vicino all’abitazione di uno degli indagati.

Tra gli episodi contestati ci sono anche gli incendi di alcune auto avvenuti nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste nel marzo scorso, ritenuti intimidazioni per recuperare crediti legati al traffico di droga. Nel corso delle indagini la polizia ha arrestato in flagranza otto persone e sequestrato complessivamente 15 pistole, tre fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di sei chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish. Eseguite anche 22 perquisizioni delegate dalla Procura di Latina.

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