Intascava regolarmente la pensione della madre ultra centenaria. Ma la donna era morta da diciassette anni. Così Stefano Massimi, di 65 anni, è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di 10 mila euro di provvisionale per truffa aggravata ai danni dello Stato. Secondo quanto riportato dal quotidiano il Messaggero, l'uomo si recava regolarmente ogni mese all'ufficio postale di via di Grottarossa, nell'omonima zona a nord della Capitale. Qui, cedolino alla mano, ritirava la pensione della madre defunta da parecchi anni. Una cifra intascata indebitamente di circa 104 mila euro e che adesso l'uomo dovrà restituire all'Inps.

Per l'anagrafe di Roma la donna era morta nel 2000

La storia è stata scoperta durante un controllo a campione effettuato dall'Inps sugli utenti anziani, tra cui la madre dell'uomo. Dal confronto dei dati anagrafici del comune di Roma con quelli presenti nel database dell'Inps è emerso che la donna fosse morta il 28 dicembre del 2000. Ma l'Istituto previdenziale, che non ha mai ricevuto dall'anagrafe la comunicazione del decesso, ha continuato ad erogare regolarmente la pensione di reversibilità al figlio della defunta. D'altra parte il figlio ha continuato come se nulla fosse a riscuotere i 500 euro mensili in quanto "delegato alla riscossione della pensione" per conto di sua madre. E non solo. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un 1 anno e 8 mesi, mentre il giudice monocratico ha scelto per una pena leggermente più lieve disponendo 1 anno e 6 mesi di reclusione per l'uomo, che sarà costretto a restituire anche 10.000 euro.