"In questo brevissimo estratto del film ‘Mi chiamo Francesco Totti' di Alex Infascelli in molti si saranno concentrati su un giovanissimo Francesco, ai tempi calciatore della Lodigiani, intento a calciare un rigore. Altri avranno sorriso ascoltando l'aneddoto delle 5mila lire. Noi no. Noi ci abbiamo messo un secondo a riconoscere quel campo di terra battuta. Il nostro campo. Forse non lo sai France', ma oggi quella porta non c'è più". Inizia così la lettera che gli attivisti di Borgata Gordiani hanno scritto a Francesco Totti. La porta dove il Capitano ha segnato i suoi primi gol quando indossava la maglia della Lodigiani, oggi non c'è più. L'amministrazione a 5 Stelle ha smantellato il campo per la presenza di amianto, ma non è mai intervenuta per ripristinarlo. E così, nel quartiere al Prenestino, non c'è più un posto dove i ragazzini possano giocare a pallone sognando di essere Francesco Totti.

La lettera di Borgata Gordiani a Francesco Totti

"Quegli spogliatoi alle spalle non ci sono più – continua la lettera – Non ci sono più arbitri. Niente più guardalinee (che a esse sinceri da ‘ste parti non se vedevano da un po'). Ma soprattutto non ci sono più bambini che giocano e non ci sono più tutte quelle persone li fuori a guardarli. Te lo ricordi? Hai giocato negli stadi più belli del mondo, lo sappiamo. Eppure siamo convinti che quel campo sotto al monumento non te lo sei potuto scorda'". A nulla sono valse le proteste dei cittadini quando il campo è stato smantellato e mai più ricostruito, né le raccolte firme e gli interventi ai consigli municipali. E così, per riavere il suo campetto, Borgata Gordiani si è rivolta direttamente a Totti, sperando in un suo intervento.  "Dacce na mano France'. Ridiamo ai ragazzini di questo quartiere il sogno di entrare in campo e cercare con gli occhi i genitori sotto quel monumento. Restituiamogli il diritto allo sport e il sogno di fare gol nella porta dove ha segnato Francesco Totti". E conclude: "Ascoltace almeno te, France'…e non te scorda' che ce devi 5mila lire!".