È ormai tramontata ogni possibilità che Carlo Calenda sia il candidato di tutto il centrosinistra e del Partito Democratico alle prossime elezioni comunale di Roma. Tra le conseguenze che sembrano inevitabili, lacrisi di governo in corso sembra portare con sé la possibile convergenza dei dem sul leader di Azione.

Con il passaggio di Italia Viva e di Matteo Renzi all'opposizione del governo di Giuseppe Conte, dove Azione già si trovava, si rafforza la linea di un polo moderato irriducibile a ogni alleanza tattica o strategica con il Movimento 5 Stelle e si consuma la nuova rottura tra l'ex ministro e il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, stanco di essere attaccato continuamente da chi poi gli chiede l'appoggio incondizionato alla sua candidatura a sindaco della capitale.

La notizia diffusa da Calenda poi che Clemente Mastella lo avrebbe contattato per proporgli di appoggiare Conte in parlamento con i suoi, in cambio dell'appoggio del PD – parlando dunque a nome e per conto del gruppo dirigente dem – a sindaco di Roma non ha fatto altro che allargare le distanze tra i due interlocutori.

Cosa farà ora Calenda? Proseguirà la sua corsa senza il Partito Democratico? Continuerà fino all'ultimo a chiedere ai dem di convergere sul suo nome o andrà dritto magari in coalizione con Italia Viva e +Europa? Quel che è certo è che in questi mesi di campagna elettorale in solitaria ha visto aumentare il suo gradimento nei sondaggi e Azione guadagnare qualcosa nei sondaggi. Un primo risultato dunque già lo ha ottenuto: occupare lo spazio politico e mediatico e tallonare il Partito Democratico sull'alleanza con il Movimento 5 Stelle. Se andrà fino in fondo per la strada verso il Campidoglio è invece tutto da vedere.

Il fatto poi che l'accordo tra il Partito Democratico e Calenda sembri ormai impossibile, rende ancora più evidente il vero problema che assilla Nicola Zingaretti: l'assenza di un candidato del PD per la corsa sindaco di Roma. Il segretario continua a ricevere solo ‘no' da tutte le personalità interpellate, ma il tempo stringe e non sarebbe di certo serio sperare nel rinvio delle elezioni a causa della pandemia.