In piena crisi di Governo si parla di responsabili e costruttori in Senato, ma il cerchio si allarga sempre di più, coinvolgendo tutto il mondo della politica. Clemente Mastella è tornato in grande spolvero, cercando di trovare una quadra per permettere al Governo Conte bis di continuare il suo percorso. Tra le tante chiamate di questi giorni, una viene raccontata su Twitter da Carlo Calenda, europarlamentare, ex Partito Democratico (con cui non si è lasciato molto bene), e fondatore di Azione. "Anche io ho avuto l’onore di una telefonata del simpatico Clemente – ironizza Calenda in un tweet – Una roba tipo tu appoggi Conte e il Pd appoggia te a Roma". Calenda è candidato sindaco a Roma alle prossime elezioni, che dovrebbero svolgersi in primavera, e nella capitale il Partito Democratico non ha ancora trovato un candidato per sfidare Virginia Raggi.

La risposta di Calenda è stata "no grazie", almeno a quanto racconta sui social. "Scarsa capacità di valutare il carattere degli uomini, o quanto meno il mio", continua l'europarlamentare. Poi ironizza: "Costruttori del nulla". Calenda rivela di aver aspettato un giorno prima di decidere di rendere pubblica questa telefonata privata, ma poi spiega: "Considero questa offerta un insulto personale e un dato politico rilevante per capire il quadro di degrado in cui versiamo".

Sul Partito Democratico, però, Calenda prende subito le distanze: "Non ho motivo di pensare che il Pd fosse a conoscenza di quanto detto". Scagionato il suo ex partito insomma, che potrebbe essere una vittima inconsapevole in questa storia. Poi, rispondendo a chi lo accusa di aver reso pubblica una conversazione privata, sottolinea ancora: "Non è una conversazione privata, questa è un’offerta pubblica di acquisto ragazzo".

La risposta di Mastella: "Sei un uomo squallido, moralmente modesto"

La vicenda sarebbe andata in modo completamente diverso, secondo Mastella, che non nega di aver chiamato Calenda ma racconta la sua versione dei fatti. "Sei una persona di uno squallore umano incredibile", attacca il sindaco di Benevento, rivolgendosi direttamente all'europarlamentare. "Ti ho telefonato per chiederti cosa facevi e mi hai detto che eri contro Renzi. Allora sei per il Pd? No, mi hai risposto: ‘Il Pd mi dovrà scegliere per forza come candidato sindaco’. Poi hai aggiunto: ‘Ne parlo'. Quanto a me, non ho alcuna titolarità per parlare a nome del Pd. Sei rimasto quello che conoscevo all’epoca del Cis di Nola, che era il referente per le segnalazioni. Ruolo modesto, perché sei moralmente modesto".