10 Novembre 2021
9:00

Influenza aviaria nel Lazio: “Minimo rischio di infezione per gli esseri umani, cibi sono sicuri”

Preoccupa il focolaio di influenza aviaria scoppiato in un allevamento di Ostia, ma per ora i rischi per gli esseri umani sono minimi. “Non bisogna preoccuparsi per quanto riguarda il consumo di prodotti. Sia la carne che le uova sono sicure, l’aviaria non è un problema di sicurezza alimentare”, ha dichiarato a La Repubblica il direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Roma, Ugo La Marta.
A cura di Enrico Tata

Preoccupa il focolaio di influenza aviaria scoppiato nei dintorni di Ostia. Il primo volatile infetto è stato scoperto in un allevamento di Ostia Antica e, stando alle analisi dell'Istituto Zooprofilattico, si tratta del ceppo H5 HPAI dell'influenza aviaria. Per questo ieri il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha previsto una zona di protezione nel raggio di tre chilometri dall'allevamento e una fascia di sorveglianza di dieci chilometri: "È un ceppo grave e per questo siamo intervenuti in maniera tempestiva con interventi molto rigorosi. Ovviamente c'è un monitoraggio della situazione, non quotidiano ma ad horam. I controlli funzionano ed è stato importantissimo intervenire rapidamente, come per il Covid", ha dichiarato Zingaretti.

Influenza aviaria nel Lazio, 35 allevamenti interessati

Per il momento sono trentacinque gli allevamenti del litorale romano interessati dai controlli: da quelle aziende non sono permesse uscite di pollame e volatili in generale, senza l'autorizzazione del veterinario, per almeno 21 giorni. Nelle prossime ore si capirà quanto questo virus abbia infettato gli animali e le carcasse infette verranno distrutte. "Si partirà con disinfestazioni e tutto ciò che prevedono i protocolli in questi casi. E' un'altra rogna, non ci facciamo mancare nulla, ma faremo di tutto per sradicare questo focolaio, che dimostra quanto è importante fare i controlli, e quanto i controlli funzionano", ha spiegato ancora Zingaretti.

Quali sono i rischi dell'influenza aviaria

L'influenza aviaria è una malattia che colpisce soprattutto gli uccelli selvatici. Questi ultimi di solito non si ammalano, ma sono molto contagiosi per uccelli da cortile come polli, anatre e tacchini. Questo virus si può presentare da ceppi a bassa patogenicità (LPAI) oppure, come in questo caso,  da ceppi ad alta patogenicità (HPAI). I virus aviari si trasmettono solo sporadicamente all'essere umano e questo avviene soltanto attraverso il contatto diretto con volatili morti o infetti, con superfici contaminate da feci infette, attraverso il contatto con le mucose orali, oculari e nasali, tramite aerosol infetto oppure, raramente, attraverso il consumo di carni non ben cotte di volatili contagiati.

"Non bisogna preoccuparsi per quanto riguarda il consumo di prodotti. Sia la carne che le uova sono sicure, l'aviaria non è un problema di sicurezza alimentare, sebbene sia importante la cottura per il rischio legato ad altri patogeni, come la salmonella", ha dichiarato a La Repubblica il direttore dell'Istituto Zooprofilattico di Roma, Ugo La Marta. "Finora abbiamo avuto solo episodi di contagio da animale a uomo, mai da uomo a uomo, ma parliamo di un virus altamente instabile, che potrebbe mutare e fare il salto. D'altronde la storia delle pandemie ce lo insegna. Non solo il Covid, anche la Spagnola ha avuto probabile origine animale", ha spiegato ancora.

D'Amato: "Situazione sotto controllo"

Sulla vicenda è intervenuto l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, chiarendo che "la situazione al momento appare sotto controllo, sono stati allertati tutti i servizi veterinari delle Asl e le Aree naturali protette costituendo una task-force, assieme all’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana, per verificare eventuali segnalazioni di casi sospetti tra volatili selvatici o animali da allevamento". D'Amato ha spiegato che "è stata notificata l’ordinanza a tutte le aziende interessate nel raggio di chilometri – e che – allo stato attuale non risultano ulteriori decessi anomali di volatili e pollame". Il prossimo step è "attendere che arrivino i risultati dei prelievi svolti su altri capi di bestiame, con la speranza che gli esisti siano negativi". D'Amato inoltre ha chiesto "il rispetto assoluto di quanto contenuto nell’ordinanza".

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