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28 Gennaio 2022
13:22

Incinta non vaccinata morta di Covid, i famigliari: “Tragedia che si sarebbe potuta evitare”

La famiglia di Adriana Tanoni che ha contratto il Covid-19 incinta e non vaccinata vuole che si faccia chiarezza, per capire se agendo tempestivamente si sarebbe potuta salvare.
A cura di Alessia Rabbai
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"Quella di Adriana è una tragedia che si sarebbe potuta evitare" ne sono convinti famigliari di Adriana Tanoni, la ventottenne incinta di Aprilia, morta nella notte tra il 20 e il 21 gennaio scorsi a seguito di complicanze per polmonite interstiziale bilaterale da Covid-19. La famiglia della donna che ha contratto il Covid-19 a fine dicembre scorso in stato di gravidanza e non era vaccinata vuole che si faccia chiarezza, per capire se, qualora medico di base e strutture sanitarie avessero provveduto a farla ricoverare prima, con le opportune cure si sarebbe potuta salvare. Sulla vicenda a seguito della denuncia presentata dalla famiglia di Adriana tramite l'avvocato Sebastiano Russo, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un'inchiesta e indaga per omicidio colposo, un fascicolo per ora aperto contro ignoti. Nella denuncia è infatti riportato che Adriana si sarebbe presentata con la febbre in diversi ospedali, ma che è sempre tornata a casa.

La denuncia dei famigliari di Adriana

Secondo quanto denunciato dai famigliari Adriana non era vaccinata perché sarebbe stata consigliata dalla ginecologa che seguiva la sua gravidanza di non vaccinarsi, mettendola invece in guardia contro i rischi che avrebbe potuto riscontrare. La professionista al Corriere della Sera ha però smentito dichiarando invece di aver raccomandato alla paziente di fare il vaccino, proprio come a tutte le altre gestanti che seguiva e che vaccinarsi è l'unico modo per proteggersi". Dopo aver contratto il Covid come sostengono i famigliari la ginecologa le avrebbe poi detto di rivolgersi al medico di base, data la febbre si è recata in ospedale, prima al Policlinico Agostino Gemelli e poi al Policlinico Umberto I, dove in entrambe le strutture le sarebbe stato detto che avrebbe dovuto attendere a lungo nel tendone esterno.

Il parto cersareo d'urgenza e il decesso

Tornata a casa il 4 gennaio i famigliari hanno chiamato un'ambulanza, che l'ha tarsportata all'ospedale di Ariccia, dove però non sarebbe stata ricoverata. Una seconda ambulanza è arrivata a casa ma questa volta il personale sanitario si sarebbe limitato a visitarla in giardino, senza verificare se avesse contratto la polmonite da Covid-19. Le condizioni di salute di Adriana si sono aggravate nei giorni successivi: il 7 gennaio un'ambulanza l'ha porta via per sempre dalla sua abitazione, prima all'ospedale di Latina, dove le è stata refertata la polmonite bilaterale interstiziale ed è stata trasferita all’Umberto. Il 13 gennaio i medici le hanno praticato un cesareo d'urgenza per farla partorire e mettere in sicurezza il bambino ed è morta a distanza di una settimana.

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