Ibrahim Dibba ucciso a Latina a 27 anni: si costituisce il terzo indagato, è sempre del clan Di Silvio

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A sinistra la questura di Latina, a destra il ventisettenne ucciso, Ibrahim Dibba.
Si è costituito in questura a Latina il terzo indagato per l’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, inizialmente irreperibile: anche lui apparterrebbe al clan Di Silvio.

Dopo giorni in cui sembrava essere irreperibile si è costituito il terzo indagato per l'omicidio di Ibrahim Dibba, il ragazzo di 27 anni ucciso a colpi di pistola a Latina il 16 settembre 2026. Il terzo uomo, che in un primo momento non era stato rintracciato dalle forze dell'ordine, ha raggiunto questa mattina la questura di Latina spontaneamente, accompagnato dal proprio avvocato difensore. L'uomo era già destinatario di un provvedimento di fermo emesso dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Aggiunto di Latina, nell'ambito delle indagini scattate per l'omicidio del ventisettenne gambiano.

I colpi sono stati esplosi da un'automobile in corsa per le vie di Latina, in centro. Il ventisettenne è stato poi trasferito d'urgenza all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove ha perso la vita poco dopo il suo arrivo.

Omicidio Ibrahim Dibba, il terzo uomo si costituisce in Questura

Inizialmente irreperibile, il terzo uomo era rimasto al centro delle ricerche condotte senza soluzione di continuità dagli investigatori della Squadra Mobile. Fino a questa mattina, quando si è consegnato spontaneamente alla Polizia di Stato, presentandosi negli uffici della Questura. Con il suo salgono a tre i provvedimenti di fermo eseguiti dalla Squadra Mobile di Latina coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina e dalla Procura per i minorenni presso il Tribunale di Roma.

Fermate due persone prima di lui per l'omicidio

Gli altri due fermi eseguiti con trasferimento in carcere, infatti, riguardano Ferdinando Di Silvio detto Pescio, che oggi si trova nella casa circondariale di Latina e un sedicenne che, invece, è stato assegnato al carcere minorile di Casal del Marmo a Roma. Le attività di indagine sul caso, però, non si arrestano con quest'ultima esecuzione del fermo: sono in corso ulteriori verifiche per ricostruire con chiarezza la vicenda e stabilire le singole responsabilità. Anche la terza persona, quella che si è costituita oggi, apparterrebbe al clan Di Silvio secondo quanto riportato da Latina Oggi. 

Ucciso a colpi di pistola: a sparare sarebbe stato il 16enne

Secondo quanto emerso finora, a premere il grilletto sparando i colpi di pistola in pieno petto che hanno causato la morte di Ibrahim Dibba sarebbe stato il ragazzo di 16 anni, nelle modalità che la stessa Procura dei Minori ha dichiarato essere "un delitto efferato". Il movente sarebbe da ricercare in uno schiaffo all'adolescente arrivato al culmine di una lite. Un gesto che, secondo il clan che controlla lo spaccio in molti quartieri di Latina, doveva essere vendicato. A farlo, secondo quanto ricostruito nelle indagini preliminare, sono stati i tre uomini, tutti appartenenti al gruppo.

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