Claudio Mantua ucciso mentre andava al lavoro in stazione: la lite per le gomme dell’auto non ancora cambiate
Un turno di lavoro da iniziare, poi la lite per un cambio gomme giudicato scadente e, infine, le cinque coltellate fatali. Queste le circostanze nelle quali ha perso la vita Claudio Mantua, il quarantottenne di Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone, che nella sera fra sabato 31 ottobre e domenica primo novembre ha perso la vita davanti al bar della stazione, prima di iniziare il suo turno di lavoro, da impiegato di Dussmann, addetto alla pulizia di treni e banchine, ucciso al culmine di una lite.
Per l'omicidio è stato fermato e trasferito in carcere un trentottenne, Antonio Perfili, originario di Ceccano, anche lui residente a Castro dei Volsci e di professione gommista. Questo dettaglio sembra aver portato gli inquirenti al movente del caso: secondo quanto sostenuto da Perfili nelle prime dichiarazioni rese ai carabinieri, sarebbe stato Mantua ad aggredirlo per primo sabato sera, chiedendogli conto del mancato cambio degli pneumatici della propria auto. Secondo quanto spiegato da Perfili avrebbe agito soltanto per difendersi. Ma le indagini non si arrestato: i carabinieri continuano ad indagare per cercare di ricostruire esattamente cosa possa essere successo.
Omicidio in stazione nel Frusinate: dall'incontro al bar alla lite
I fatti, come anticipato, si sono verificati lo scorso sabato 31 ottobre 2026, quando Claudio Mantua si è recato in stazione prima del suo turno di lavoro. Si è fermato al bar. È lì che avrebbe incontrato, non è chiaro se per caso o previo appuntamento, Perfili. Fra i due sarebbe scoppiata immediatamente la lite a causa di una questione legata al cambio degli pneumatici.
Perfili, gommista, non avrebbe cambiato le gomme all'auto di Mantua che, arrabbiato, si sarebbe scagliato contro di lui secondo quanto raccontato da Perfili. Quest'ultimo avrebbe agito, stando a quanto dichiarato ai carabinieri, per difesa. Avrebbe estratto un coltello e lo ha colpito fino a farlo morire. Questa versione, al momento, resta al vaglio degli inquirenti che stanno analizzando le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza e stanno continuando a raccogliere le testimonianze di chi era presente al momento dell'agguato.
I soccorsi e le indagini ancora in corso
La lite che ha preceduto la morte si sarebbe consumata davanti a diverse persone, alcune delle quali ora chiamate a testimoniare: gli inquirenti vogliono chiarire cosa abbiano detto i due uomini prima dell'aggressione. Allo stesso modo, si cercano confronti anche con le immagini di videosorveglianza per ricostruire gli attimi immediatamente precedenti e quelli successivi all'accoltellamento.
Dopo le coltellate, sferrate poco dopo le 21, sono stati chiamati i soccorritori, arrivati in ambulanza: viste le condizioni critiche di Mantua è stato immediatamente richiesto anche l'intervento di un elisoccorso. Ma l'uomo ha perso la vita prima che potesse essere trasportato a Roma.
Le coltellate e la morte: almeno 5 coltellate
Secondo le prime analisi sul corpo, Mantua sarebbe stato colpito da almeno cinque fendenti: maggiori informazioni si potranno avere soltanto dopo l'autopsia sul corpo, già disposto dalla Procura della Repubblica di Frosinone. Una volta eseguiti gli esami sarà possibile conoscere il numero esatto delle ferite e quali di esse hanno portato alla morte.
La sostituta procuratrice Rossella Ricca ha ipotizzato il reato di omicidio volontario. Si attende l'udienza di convalida del fermo: Antonio Perfili sarà assistito dall'avvocato Giuseppe Lo Vecchio, mentre i familiari della vittima si sono affidati allo studio dell'avvocato Giampiero Vellucci.