Chi era Claudio Mantua, ucciso a coltellate in stazione a Castro dei Volsci

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Claudio Mantua.
Aveva 38 anni, viveva a Castro dei Volsci dove è stato ucciso e lavorava per Trenitalia: è stato ucciso ieri a coltellate in stazione, prima del turno.

Aveva 48 anni Claudio Mantua, il dipendente di Dussmann ucciso in stazione a Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone, prima di iniziar il suo turno di lavoro. Si trovava al bar dello snodo ferroviario del suo paese quando si è verificata una lite fra due persone. Non sono ancora chiari i motivi che hanno portato al diverbio. Ciò che è certo è che a un certo punto è stato estratto un coltello e Mantua è stato raggiunto da diversi fendenti con violenza. Le ferite di arma da taglio riportare erano molto profonde e le sue condizioni sono apparse subito critiche, tanto che è stato richiesto l'intervento di un elisoccorso. Ma per lui non c'è stato niente da fare. È morto poco dopo.

Chi era Caludio Mantua, l'uomo ucciso a coltellate in stazione a Castro dei Volsci

Claudio Mantua aveva 48 anni ed era residente nel comune di Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone. Nella notte fra il 31 ottobre e il primo novembre aveva raggiunto lo snodo ferroviario del paese in cui viveva per iniziare il suo turno di lavoro, quando è stato ucciso. Aveva frequentato il Liceo Scientifico Martino Filetico a Ferentino e successivamente l'Università degli Studi di Cassino.

Lavorava in stazione e a bordo dei treni, come precisato da fonti accreditata a Fanpage.it lavorava per Dussmann Service, società tedesca attiva nei servizi di pulizia e sanificazione a bordo treno e nelle stazioni ferroviarie. Come mostra il suo profilo social, era appassionato di cucina e spesso condivideva immagini e video delle pietanze che preparava. Seguiva il calcio ed era un grande tifoso dell'AS Roma, squadra che sosteneva fin da giovanissimo. Fin dalla più tenera età, era riuscito a trasmettere la sua passione giallorossa anche alla figlia, oggi adolescente.

I messaggi di addio: "Da lassù continua a tifare la tua squadra"

"Mi dispiace. Te ne sei andato giovane e in questa maniera. Spero che anche da lassù in cielo continuerai a tifare la tua squadra del cuore. R.I.P.", è uno dei messaggi di addio che hanno raggiunto i profili social di Mantua poche ore dopo l'aggressione che gli ha fatto perdere la vita. C'è chi ha preferito semplicemente rivolgersi un ultimo saluto accorato e condiviso da tante altre persone, fra amici, conoscenti e colleghi dell'uomo. E ancora: "Ciao Amico mio non doveva andare così – scrive un altro ancora allegando una foto sorridente di Mantua – Questa è la notizia più triste che potessi sentire al mio risveglio di questa domenica. Sempre con il sorriso R.i.p. in pace".

Il fermo e il trasferimento in carcere dopo l'omicidio di Mantua

Sul caso sono state aperte immediatamente le indagini che hanno portato al fermo di un uomo, il trentottenne Antonio Prefili, che dopo essere stato sottoposto all'interrogatorio è stato trasferito in carcere a Frosinone.

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